Attori e registi: così ci soffocate Ci sono Nanni Moretti, Maselli, De Sica. La Fnsi: "È un attacco al pensiero critico" Renato Zero: "Sono qui per difendere i giovani, hanno il diritto di vivere come desiderano" ROMA - Le danzatrici col tutù bianco e gli orchestrali con gli ottoni, i registi e gli attrezzisti, gli autori e gli scenografi, gli attori dal volto noto e i tanti tecnici indispensabili dietro le quinte e fuori scena: il mondo dello spettacolo si è riunito in piazza Navona a Roma per protestare contro la manovra, il decreto Bondi e i tagli alla cultura. Alla manifestazione, organizzata dal Movimento Emergenza cultura-spettacolo-lavoro, hanno aderito 40 associazioni, i sindacati confederali, lFnsi e lUsigrai. Con "Fratelli dItalia", seguito da "Va pensiero", i lavoratori della lirica e della danza aprono il pomeriggio, fra gli applausi al fatidico verso "o mia patria, sì bella e perduta": stanno schierate le rappresentanze del Petruzzelli di Bari e del Maggio Fiorentino, dellOpera di Roma e dei teatri di Palermo, Cagliari, Venezia, con gli striscioni che dicono "Non tagliateci le gambe"; "Cultura, omicidio di Stato"; "Don Ab-Bondi, servo del potere". Tra le prime, fa la sua comparsa Carla Fracci, poi tanti registi, in un compendio di generazioni da manuale: Giuliano Montaldo, Ettore Scola, Citto Maselli, Michele Placido, Giuseppe Piccioni, Daniele Luchetti («con questi tagli si mette in discussione la qualità della vita delle persone, perché la cultura fa parte della vita di tutti»), Ascanio Celestini e Nanni Moretti. Tra gli attori, Fabrizio Gifuni, Valerio Mastandrea, Massimo Ghini, Maria Amelia Monti, Christian De Sica, Claudio Bigagli, Francesco Siciliano, Moni Ovadia, Giulio Scarpati, Sabrina Ferilli. In piazza, le menti che fanno grande il cinema e la musica ma anche le silenziose presenze di un prodotto culturale che, sia cinema, teatro, musica o danza, è sempre un prodotto collettivo: Silvano Conti, della Slc-Cgil ricorda che la manovra va a toccare vita e lavoro di mezzo milione di persone. Dal palco si parla anche di televisione, ci sono le rappresentanze della Rai, i precari: «Cè una logica comune nellattacco a cultura e informazione; il pensiero critico è sempre un problema», sottolinea Roberto Natale, presidente Fnsi. Sventolano le bandiere dellIdv e della Cgil, cè tanta gente comune. Tra i politici, Angelo Bonelli, Gianni Borgna, Vincenzo Vita, Giulia Rodano e Giovanna Melandri, ex ministro della Cultura («i soldi investiti in cultura portano ricchezza: è la nostra principale risorsa, è la nostra storia, è il campo in cui investire, ora. Faremo di tutto per far decadere il decreto sugli enti lirici»). Protetto da un ombrellino anti-solleone arriva anche Renato Zero: «Io le battaglie della mia vita ormai le ho vinte. Sono qui in difesa delle nuove generazioni che rischiano di non poter crescere come vorrebbero». Ed è come se parlasse ai ragazzi dellIstituto di Cinema Rossellini che diranno: «La riforma ci ha tolto gli strumenti per apprendere. Noi chiediamo di imparare un mestiere, e ci ritroviamo con un futuro che non è futuro. Ma non molleremo». Lultimo stendardo issato alle loro spalle dice, in rosso, "Nessun dorma".
ROMA - In piazza contro la manovra e i tagli alla cultura: "A rischio migliaia di posti"
In piazza Navona a Roma, un grande corteo di lavoratori della cultura, sindacati e associazioni si è riunito per protestare contro la manovra del governo, il decreto Bondi e i tagli alla cultura. La manifestazione, organizzata dal Movimento Emergenza cultura-spettacolo-lavoro, ha aderito 40 associazioni, lFnsi e lUsigrai. I partecipanti hanno lanciato un messaggio di solidarietà e di difesa della cultura, che è considerata una risorsa fondamentale per la società. Tra i manifestanti, sono presenti registi, attori, cantanti e musicisti, come Nanni Moretti, Carla Fracci, Renato Zero e Giulio Scarpati.
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