Ieri Letizia Moratti non è scesa nellaula del Consiglio comunale per raccontare e spiegare alla città la vicenda delle presunte molestie di uno dei suoi assessori. Appena qualche giorno fa, viceversa, si era precipitata, sorriso sulle labbra, per festeggiare laccordo sul Piano del territorio con lopposizione. Lintesa ha lasciato nello stupore tutto il popolo della sinistra che si aspettava quantomeno la barricata degli emendamenti, invece prontamente ridotti per consentire che i tempi non costringessero la maggioranza probabilmente a rinviare lapprovazione a dopo la nuova tornata elettorale ormai alle porte. Perché lha fatto? Siamo in molti a domandarcelo. Detto brutalmente: perché la sinistra ormai ha preso labitudine, su certi temi, e in particolare quelli di contenuto urbanistico, a calare le braghe. Gli interessi edilizi sono trasversali ed è inutile che quando lo si dice qualche pezzo dellopposizione gridi alla lesa maestà. Ricapitoliamo. Quali sono le "ragioni" delloperazione Pgt per chi lha promossa? La rimozione della rigidità del vecchio strumento rispetto alla richiesta di cambiamenti di destinazione duso sotto la spinta di una società in continua mutazione; questa rigidità era un freno allattività edilizia (a dire dei promotori pronta a esplodere se solo avesse potuto); la necessità di uno strumento che consentisse di riequilibrare alcuni comparti della città sottodotati di strutture di servizio e di verde; la necessità di dare un alloggio a chi non può permetterselo andando direttamente sul mercato. Questo strumento aveva anche il pregio, dicevano, di autofinanziarsi con il meccanismo delle convenzioni, con la perequazione (lo scambio di volumetrie tra aree a destinazione diversa), ovviamente con il nuovo gettito degli oneri di urbanizzazione. Condizione essenziale era che lo scenario del mercato immobiliare restasse immutato. Da quando lassessore al territorio Carlo Masseroli si è insediato è cambiato tutto nelleconomia mondiale, nelleconomia locale e nel mercato immobiliare. Ma lidea primigenia è rimasta tale e quale e quindi se lintento era la tanto conclamata flessibilità, primo motore immobile e apoteosi del liberismo ciellino, di un aspetto di questa flessibilità non si è tenuto conto: la flessibilità dello strumento ai cambiamenti economici e di conseguenza ai cambiamenti del mercato. Nel nostro caso se la domanda solvibile di case non riprende vigorosamente (forse in anni a venire) avremo uno strumento urbanistico da buttare: dopo tante discussioni. Ma non sarà facile farlo, checché ne dica la sinistra, perché saranno scattati meccanismi di diritti acquisiti. Resta comunque un documento non emendabile per lintreccio dinteressi che lo rendono di difficile decrittazione, tra finanziari (bancari) e politici (anche apparentemente assai lontani dallo specifico del Pgt) e un insieme di trappole tutte tese allaumento della densità edilizia. Quanto poi alla discussione in Consiglio e in particolare sul tunnel, possiamo archiviare largomento secondo le idee di ciascuno di noi o nellarmadio degli incubi o nellarmadio dei sogni: egualmente ben chiusi né per merito né per colpa ma per fortuna. Io mi domando solo se vale la pena di andare avanti, tra laltro, ad affrontare il meccanismo della perequazione e del mercato delle volumetrie: lasciamolo solo oggetto di dotte discussioni per accademici, un circolo Pickwik per intendersi, quello descritto da Charles Dickens col titolo originale The Posthumous Papers of the Pickwick Club, dove il Posthumous Paper è il Pgt. Rassegnamoci, comunque vadano le cose: la battaglia per il mattone sostenibile con questa sinistra a Milano è persa tra ambiguità, ammiccamenti e poteri forti.