Presentato il piano per cambiare il volto dellarea Est. Faraone Mennella: "Non sarà una lobby" sinergia tra 16 imprenditori, 18 progetti, e un investimento privato di circa 2 miliardi e mezzo di euro. È "Naplest. Viva, Napoli vive!" che dichiara lintento di cambiare il volto dellarea est di Napoli, quattro quartieri della periferia post-industriale Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Poggioreale, un terzo dellintera città. «Non sarà una lobby, unoperazione da archistar, non avrà un leader», ha detto limprenditrice Marilù Faraone Mennella, che ha promosso loperazione, «dobbiamo rappresentare questo tipo di Sud, a fronte di un Lega che ci vuole cancellare». Conferenza stampa di presentazione, nel nuovo hotel Caracciolo, in via San Giovanni a Carbonara. Loperazione di riqualificazione urbana porterà industria leggera, residenze e strutture commerciali. Progetti già in corso, e altri ne verranno come la Darsena di Levante, Porto Fiorito, Galassia Gutenberg, Palaeventi di Ponticelli, completamento del Centro direzionale, bonifica dellarea delle raffinerie. «Spazi per lo sviluppo economico e culturale della città», ha detto Ambrogio Prezioso, ex presidente dellAcen, patron del piano di riqualificazione dellex Mecfond, un edificio dei primi decenni del secolo scorso, oggetto di interventi di recupero e riqualificazione per ospitare attività di produzione di beni e servizi, commercio e terziario. Nuove mani sulla città? La risposta dei protagonisti è perentoria: cè un indice 04 di edificazione, che corrisponde a qualità della vita, e 90 ettari di parco, quasi come il bosco di Capodimonte. I progetti di Naplest, secondo le stime degli organizzatori, occuperanno 15 mila persone per tre anni, che su base familiare (classificazione Istat) equivalgono a 45 mila unità. Loccupazione stabile a regime sarà di 26 mila unità, che su base familiare (classificazione Istat) equivalgono a 78 mila unità. Lo studio del professor Luca Meldolesi, con 82 imprenditori locali intervistati, fotografa la situazione socioeconomica dellarea est. «I dati emersi - ha spiegato - rilevano una forte presenza di piccole imprese anche artigiane altamente competitive, che potrebbero partecipare alla rinascita dellarea». In sala due degli imprenditori intervistati, Vincenzo Palumbo, titolare di unantica falegnameria e il cioccolataio Francesco Salvo, che si sono detti ottimisti sulle prospettive del piano. «È necessario confrontarsi e dialogare con il territorio e riuscire a mettere in moto leconomia locale. Un vero made in Italy che offre qualità e competitività». Per Marcello Taglialatela, assessore regionale campano allUrbanistica e al governo del territorio, «unoccasione importante per la nostra città e questo progetto dimostra che Napoli ha una grande capacità di attrarre investimenti sebbene fino ad oggi gli enti locali non abbiano saputo fare molto per incentivarli». Il lancio delliniziativa è previsto per il 10 giugno con una serata speciale al Teatro Grande di Pompei. Dopo oltre dieci anni di restauro, verrà infatti inaugurato per loccasione con un concerto dellorchestra Cherubini, diretta dal Maestro Riccardo Muti. (p.c.)