Roma La cultura è futuro: "Gridare, che la cultura è strategicamente vitale per qualsiasi nazione. Una volontà politica che mira a estromettere la cura della cultura dallo Stato non è nociva solo per chi, nell'ambito della cultura, ci lavora, è dannosa per l'intera società! Come dannosissima è la progressiva limitazione alla libertà di informazione". Questo il manifesto programmatico per la manifestazione che oggi dalle 15 a Piazza Navona a Roma vedrà scendere in piazza tante associazioni a sostegno della cultura italiana, contro i tagli previsti dalla recente manovra finanziaria e dal decreto Bondi. La manifestazione è stata organizzata dal MovEm09 Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro (Movimento culturale che raggruppa tutte le associazioni e sigle sindacali del mondo della Cultura e dello spettacolo), da Slc-Cgil Sai, Fistel-Cisl Fai, Uilcom-Uil UNdA, Fnsi, Usigrai. In piazza si difenderà - sottolinea il movimento 100autori che aderisce alla manifestazione - il lavoro di oltre 300.000 lavoratori, il futuro dell'Eti e delle Fondazioni liriche. La manifestazione rifletterà anche il momento critico verso la Rai e la ventilata chiusura di trasmissioni "sgradite". Nel manifesto per il 7 giugno si sottolinea infatti di sostenere, in una parola, "libertà di culture e libertà di informazione e comunicazione". E l'associazione Articolo21, che aderisce al Movem, sarà in Piazza. Alla vigilia della manifestazione romana parla anche Giulio Scarpati, popolare attore e da poco segretario del Sai (sindacato degli attori), intervistato dal sito di Articolo21. "Attraverso i tagli del Governo si legge un vero e proprio attacco all'intero mondo della cultura; non solo al Cinema, Teatro, Musica, ma anche alla ricerca ed alla Scuola che sono la base per lo sviluppo culturale di un paese. E sono tagli violenti, ingiustificati, senza nessun criterio, perchè quello che manca è un progetto culturale, una visione culturale per il futuro", sostiene Scarpati. "Siamo tutti consapevoli che in questo Paese, pezzetto dopo pezzetto, si sta smantellando l'intero impianto di sostegno alla Cultura e l'accusa di aver male amministrato i fondi non è una buona ragione per togliere lo spazio vitale a ogni attività culturale. "Semmai è un buon motivo par mettere mano a delle riforme di sistema ad ampio respiro", dicono gli organizzatori del MovEm09. La Cgil, Cisl e Uil con Movem09, Fnsi, Usigrai sono consapevoli della gravità della crisi in atto in Italia. Ma pensano che "i tagli al mondo della cultura siano i più miopi e del tutto inefficaci per uscire dalla crisi. La cultura può e deve divenire volano di sviluppo per l'Italia. Nazioni meno ricche di beni culturali e di creatività della nostra hanno puntato in questa direzione per uscire dalla crisi. In Italia invece la cultura e l'economia che ruota intorno ad essa sono viste soltanto come spesa e non come investimento". In Europa si investe per la cultura intorno al 1,5 percento di Pil, in Italia solo lo 0,3 per cento. Alessandra Magliaro