Costituiscono una delle aree archeologiche più conosciute al mondo, ma ancora fra le rovine dei loro edifici, che hanno accompagnato la storia di Roma sia nell'antichità che nelle ere più moderne, si celano segreti inesplorati. Sono i Fori Imperiali e Colle Oppio dove la Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Roma e l'assessorato capitolino ai Beni Culturali hanno concentrato ultimamente le loro campagne di scavo, ridisegnando attraverso le loro scoperte, l'evoluzione che il Centro storico ha subito nel corso dei millenni. «Tutta l'area archeologica che si estende ai lati di via dei Fori Imperiali, dopo l'edificazione della strada durante il periodo fascista, per decenni non era stata più oggetto di ricerca ha specificato Gianni Borgna, assessore alla Cultura . A quel tempo, inoltre, non vi era stata nessuna progettazione scientifica per la rimozione dell'antico quartiere alessandrino e moltissimi resti furono distrutti. -«Nell'arco degli ultimi dieci anni abbiamo organizzato numerose compagnie di scavi grazie alle quali abbiamo riscoperto una topografia diversa dei Fori. L'ultimo scavo che partirà alla fine di agosto sarà quello del Foro di Augusto. Successivamente a questi lavori, che dureranno circa un anno, si potrà ridisegnare una mappa diversa dell'area che specifichi maggiormente i differenti utilizzi degli edifici della zona. Tale campagna archeologica si va ad aggiungere ad altre di uguale rilevanza scientifica che in questo ultimo periodo hanno contribuito ad arricchire le nostre conoscenze storiche come gli scavi a Colle Oppio oppure le opere di valorizzazione dei monumenti già conosciuti come la ristrutturazione dell'Ara Pacis». Sotto i resti di un centro storico medioevale completamente sconosciuto che era stato ricoperto da prati e dalle costruzioni degli anni Trenta, durante questi scavi sono affiorati colonne, fontane, statue e busti di dei e ninfe dell'epoca romana, confermando l'evoluzione stratificata che ha avuto tutto il centro storico di Roma nei secoli. Fra i lavori di scavo più recenti dei Fori Imperiali vi sono quelli effettuati nel Tempio della Pace nei pressi della Basilica di Masserizie. Le rovine del tempio attualmente sono in parte ricoperte da via dei Fori Imperiali, ciononostante la Sovrintendenza Archeologica di Roma ha potuto riportare alla luce i resti di un'aula sacra risalente fra il 71 e il 75 d.C., durante l'imperatore Vespasiano. Testimonianze di questo edificio erano state riprodotte in alcuni frammenti superstiti della Forma Urbis, che anticamente rappresentava tutta la zona dei fori. Come gran parte dei Fori Imperiali, anche questa parte nel corso dei secoli è stata abbandonata, fino al XV secolo quando, dopo un'opera di bonifica, incominciò l'edificazione del quartiere alessandrino. Queste opere di rivalutazione dei Fori Imperiali hanno inoltre riportato alla ribalta un altro complesso problema, quello di riorganizzare l'assetto urbano e la viabilità dell'intera area. Fra i progetti di maggior spicco vi è quello dell'architetto Massimiliano Fuksas, attualmente in esposizione al Colosseo nella mostra «Forma, la città moderna e il suo passato». Il progetto si articola lungo tutta via dei Fori Imperiali, dalla quale si snodano una sequenza di passerelle ed isole pensili percorribili che sovrastano le piazze dei Fori sulle tracce di antiche strade medioevali oggi quasi completamente perdute. La stessa via dei Fori Imperiali diviene un lunghissimo ponte ad arcate, sotto il quale possono essere evidenziati i resti attualmente nascosti dal cemento. L'obbiettivo di tutto il progetto è quello di creare una passeggiata aperta al pubblico che si inserisce nella vita della città, eliminando quella demarcazione fisica e visiva che relega attualmente l'arca dei Fori Imperiali ad una tradizionale zona museale. Il progetto, per il momento solo tale, prevederebbe, nelle intenzioni degli autori, anche una consistente diminuzione del traffico in tutta l'area, con ripercussioni positive per tutta la zona della città, nonché per la conservazione degli stessi ruderi soggetti altrimenti ad una forte usura da inquinamento. Altri ritrovamenti importanti per la ricostruzione storica del centro di Roma sono stati quelli rinvenuti a Colle Oppio, dove sotto le fondamenta di parte delle Terme di Traiano, sono stati ritrovati resti di edifici antecedenti alle terme stesse. In fondo ad una galleria di laterizi che percorre la base dell'esedra della biblioteca delle terme, è stata rinvenuta una parete affrescata risalente al I secolo d.C. sulla quale è raffigurata una città portuale con le sue mura di cinta, gli edifici di culto, il teatro e le abitazioni. Attualmente il ritrovamento non è aperto al pubblico poiché si stanno svolgendo i lavori di restauro del dipinto e alcuni interventi di impermeabilizzazione e consolidamento della volta della galleria. Fra i grandi progetti futuri, invece, che ancora non sono stati programmati a causa della ricerca di finanziamenti, vi è quello del Circo Massimo, Secondo delle indagini preliminari la campagna di scavo si preannuncia molto impegnativa, poiché a circa dieci metri sotto quello che attualmente appare un parco vi è una falda acquifera.
Fori Imperiali: allo studio progetti innovativi per tutta l'area
La Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Roma e l'assessorato capitolino ai Beni Culturali hanno concentrato le loro campagne di scavo negli ultimi anni nella zona dei Fori Imperiali e Colle Oppio. Queste aree archeologiche sono state oggetto di ricerca e scavi, che hanno riscoperto una topografia diversa dei Fori e hanno riportato alla luce resti di edifici antichi, come colonne, fontane, statue e busti di dei e ninfe. I lavori di scavo hanno anche rivelato la presenza di un centro storico medioevale completamente sconosciuto, con prati e costruzioni degli anni Trenta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo