SAN MINIATO. Niente più sovvenzioni dallo Stato per il Centro studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo. La manovra del governo, che sta togliendo il sonno a tutti i principali enti e istituti di cultura italiani, senza preoccuparsi troppo di precisare o distinguere, nell'elenco dei 232 nomi "inutili" ha inserito anche il Centro sanminiatese, a cui hanno dato vita alcuni grandi storici medievisti. «Dai primi anni'80 la Fondazione, che costituisce un unicum su scala nazionale, ha organizzato, in città, 12 convegni internazionali con relatori provenienti da tutto il mondo e 23 seminari specialistici, con docenti di fama internazionale, dedicati ai giovani laureati in medievistica, pubblicando, a scadenza biennale, anche gli atti dei convegni internazionali». È il bilancio tracciato dall'assessore alla Cultura Chiara Rossi. Che aggiunge: «Per il 2010 il taglio dei fondi non avrà affetto sull'attività programmata. Il problema si pone per il futuro». Prevale un certo allarme a San Miniato. «Fin dalle origini la Fondazione ha sempre goduto, per il valore scientifico dei suoi seminari, dei convegni e delle pubblicazioni, oggi edite dalla Firenze University Press, di un significativo contributo da parte del ministero dei Beni culturali, che ha oscillato negli ultimi anni tra 10 e i 13mila euro». Il professor Francesco Salvestrini, del comitato scientifico della Centro studi sanminiatese, non ha dubbi. «È un taglio indiscriminato - afferma - lo stipendio di chi dovrà tagliare è più alto della cifra che si taglia. Insomma, si colpisce un ente che dal punto di vista del risparmio non dà niente». E aggiunge: È un centro vitale. A breve usciranno due pubblicazioni, una di respiro internazionale, sulle catastrofi ambientali tra medioevo ed età moderna, e l'altra locale, sugli scavi di San Genesio». Il comitato scientifico della Fondazione, presieduto dal professor Gian Maria Varanini, è formato da docenti appartenenti a quasi tutte le università italiane e dai direttori di alcuni prestigiosi istituiti culturali stranieri, con sede in Italia. Con l'uscita di scena del Ministero, adesso a sostenerne l'attività restano l'amministrazione comunale e la Fondazione Cari San Miniato. Nel programma di quest'anno, tra settembre e ottobre, un convegno internazionale sul tema delle identità urbane nel tardo medioevo e un seminario per neolaureati e laureandi sulla cartografia storica. Eventi che oltre al valore scientifico rappresentano una risorsa per l'economia della città. «Ciascun convegno internazionale ha visto la partecipazione di una media di circa cento studiosi, tra relatori e pubblico, inclusi gli studenti universitari - conclude Rossi - Mentre ai seminari tematici, che durano circa una settimana, prendono parte circa quaranta laureati o laureandi provenienti da tutte le regioni d'Italia».
SAN MINIATO. Niente più sovvenzioni dallo Stato per il Centro studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo.
Il Centro studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo di San Miniato, in Toscana, ha ricevuto la notizia che non riceverà più sovvenzioni dallo Stato. Il centro, che ha organizzato convegni e seminari internazionali con relatori di fama mondiale, ha ricevuto in passato contributi significativi dal Ministero dei Beni culturali. L'assessore alla Cultura di San Miniato, Chiara Rossi, ha affermato che il taglio dei fondi non avrà effetto sul 2010, ma il problema si pone per il futuro. Il comitato scientifico del centro, presieduto dal professor Gian Maria Varanini, ha espresso preoccupazione per il futuro dell'ente, che considera un centro vitale per la cultura e la ricerca.
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