Il sì dalle soprintendenze statali e comunali. Adesso i democratici cercano un nuovo nome Miccoli (Pd) "Ora superiamo le polemiche che disorientano lelettorato" La festa dei democratici torna a casa. Ieri mattina, nel tavolo congiunto con le soprintendenze comunali e statali, si è deciso: la kermesse del Pd aprirà i battenti il 24 giugno nella stessa location dellanno scorso, a Caracalla lato viale delle Camene. «Sono stati risolti i problemi autorizzativi. Si va avanti sulla strada che concilia la sostenibilità cittadina e lorganizzazione di eventi negli scenari della città», ha annunciato soddisfatto Alemanno, col pensiero probabilmente rivolto ad altre manifestazioni in luoghi storici della capitale finite nellocchio del ciclone. Comincerà a giorni il montaggio degli stand nellarea giardino, che il Pd «aveva chiesto da febbraio», sottolineano il coordinatore Marco Miccoli e Micaela Campana, responsabile della festa, prima che il Comune suggerisse di spostarsi sullaltro lato della strada, ai piedi di Caracalla, nello spazio poi negato dalla soprintendenza. «Un risultato positivo per il Pd e per Roma - prosegue Miccoli - che non si vedrà privata di una grande manifestazione politica e culturale». «Ha prevalso il buon senso», concorda il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, che ne attribuisce merito «allatteggiamento responsabile delle soprintendenze nonostante le critiche brutali di questi giorni». E ribadisce: «Già nel 2008 manifestai le mie perplessità sulla Festa a Caracalla. Sbagliò il Comune con Veltroni a concedere larea e sbagliò la Soprintendenza ad assecondarlo. Ma avremmo sbagliato in modo ancor più grave se avessimo concesso il lato opposto ai giardini». La soluzione attuale è per Giro «il danno minore», ma «ciò non ci esime dal vigilare perché la festa non si trasformi in scempio». A tranquillizzarlo interviene il capogruppo Pd capitolino Umberto Marroni, assicurando «che larea non sarà oggetto di degrado, anzi sarà valorizzata ripiantando il verde come gli anni scorsi». Ora «tutti al lavoro - invita Miccoli - superando polemiche che disorientano ulteriormente lelettorato». Quanto alla scelta del nome, «spetterà agli organismi dirigenti unitari, come la stesura del programma». E Lino Paganelli, responsabile eventi Pd, fa sapere: «Di oltre 400 feste censite dal sito festademocratica.it, solo il 12 ha mantenuto la dicitura "de lUnità"». Una tendenza che per Paganelli «indica la volontà di segnare già dal nome una novità più aggregante e condivisa».