La Soprintendenza aveva bocciato le colonne bicolori di piazza della Pace Il Bologna alla partita dei graffiti "I restauratori li paghiamo noi" Il Bologna Calcio scende in campo nella campagna anti-graffiti. Ma il primo intervento non servirà a cancellare gli scarabocchi dei writer, bensì a rimediare al "pasticcio" dei tifosi rossoblù, che con la loro pulizia fai-da-te del portico del DallAra hanno mandato su tutte le furie la soprintendenza. Un cortocircuito nella battaglia ai graffiti. Con la società rossoblù costretta a pagare di tasca sua per riparare i danni di chi ha pulito, anziché di chi ha sporcato. «Abbiamo deciso di dare un contributo economico ad Ascom per "rifinire" il lavoro dei volontari in piazza della Pace» spiega Carlo Caliceti, addetto stampa del Bologna Calcio. Un obolo per cancellare il passaggio dei volontari, che hanno lasciato il portico di due colori ad altezza uomo (nella foto in alto). «Vorrei dire che il gesto dei tifosi è stato encomiabile - ci tiene a precisare Caliceti - ma la Soprintendenza si è lamentata, ed è giusto che ora ci rimettano mano dei professionisti, visto che è un bene vincolato». Sdrammatizza Ascom, che aveva reclutato i tifosi e coordinato i lavori insieme al Consorzio Cires: «Perfezioneremo il lavoro dei tifosi grazie a un accordo col Bologna Calcio», si legge sul sito. Ma il corto circuito non ferma la campagna anti-writer di Palazzo DAccursio. E di ieri il primo bilancio del bando comunale per reclutare volontari e associazioni per la pulizia dei muri. Un esercito che comprende cento cittadini, i colossi Uisp e Arci, oltre ad associazioni come Antartide, Interculturale Universo, lAltra Babele (studenti civici) e Teatro dei Mignoli. Cui si aggiungono ovviamente Ascom, Confesercenti e Bologna Calcio. Ieri mattina si è svolta una prima riunione tecnica per «discutere le modalità e i tempi tecnici della ripulitura». La prossima settimana saranno definite «le prime aree di intervento». Ovviamente in accordo con la Soprintendenza.