DOPO IL PRIMO exploit, ovvero la sentenza che annullava l'intero Piano urbanistico comunale, gli avvocati del Comune hanno provato un "contatto" con il Tar. Lo hanno fatto cercando un colloquio chiarificatore con il presidente Santo Balba, il giudice che ha impresso l'accelerazione nello smaltimento dell'arretrato e ha presieduto il collegio autore delle due ordinanze capaci di mandare in fibrillazione gli amministratori: la cancellazione del Piano regolatore, appunto, e il j'accuse sulla lottizzazione di via Puggia, che nell'opinione dei magistrati (come rivelato nei giorni scorsi) è stato un «favore fuorilegge» a una cordata di imprenditori vip, con tanto di trasmissione atti alla Procura affinché apra un'inchiesta. In base alle poche, e assai ufficiose, indiscrezioni rimbalzate negli ultimi giorni fra Tursi e la sede del Tar a Quarto, il «confronto tecnico» sarebbe stato cercato dai legali in un periodo sostanzialmente «ristretto»: fra il 26 maggio, data in cui è stata depositata la prima sentenza-choc (quella che demolisce il Puc, nell'ambito della vertenza per la costruzione di due palazzine in via Bosio ad Albaro) e il 3 giugno, giorno in cui è diventata «ufficiale» la denuncia del Tar sui presunti favori da parte del Comune ai costruttori che stanno realizzando le palazzine di via Puggia. Il tentativo di "contatto" certifica, perlomeno, la presa di coscienza da parte dell'amministrazione che il potere del Tribunale amministrativo si è amplificato enormemente. E per quanto spesso i suoi pronunciamenti non abbiano riflessi mediatici eccezionali, incidono in modo assai diretto e veloce sull'apertura di cantieri, sui permessi rilasciati dagli amministratori, persino sui titolari degli appalti pubblici (basti pensare che ha la facoltà in alcuni casi di "sostituire" il vincitore d'una gara con un altro se ravvisa particolari irregolarità, ndr). E, par di capire, il Comune non vorrebbe trovarsi impreparato davanti ad altre bordate. Novità arrivano, intanto, sui tempi della (probabile) inchiesta che i pm dovranno avviare sulle irregolarità nelle concessioni di via Puggia. Il rimpallo tra le varie cancellerie non dovrebbe allungare troppo i tempi, sebbene prevedere iscrizioni sul registro degli indagati entro la fine di questa settimana viene giudicato a palazzo di giustizia piuttosto «prematuro». 08062010 SONO 65 LE MANIFESTAZIONI di interesse pervenute, ieri, a Spim per i cinque complessi immobiliari che la società del Comune ha messo di recente sul mercato. Cinque lotti, molto diversi tra loro - dalle ex officine comunali di via Dassori all'ex Colonia di Crocefieschi, dalle Ville Dufour e Cevasco, a Cornigliano, a Villa Piaggio a un edificio invia Galeazzo, zona di San Fruttuoso - che dovrebbero fruttare all'immobiliare di Tursi almeno 12 milioni di euro. Ieri, proprio mentre in commissione consiliare si discutevano futuro e problemi di Spim, sono scaduti termini per la presentazioni delle manifestazioni di interesse. Sara Armella, presidente di Spim, non nasconde una certa soddisfazione: «Il fatto che 65 imprenditori, tra cui nomi importanti non solo del panorama ligure, si siano fatti avanti segna un netto cambio di scenario rispetto al passato. È anche la spia di una buona ripresa del mercato immobiliare che ci fa ben sperare». Un recente segnale, in questo senso, era stata la vendita per 5,6 milioni di euro del complesso denominato Cascina Vecchia, in provincia di Alessandria: «Un risultato notevole - sottolinea Armella - se si considera che nel 2007 l'asta di vendita per lo stesso immobile era andata deserta malgrado si partisse da una base di 3,2 milioni di euro». Oggi cominciano le visite agli edifici pubblici oggetto della nuova campagna di dismissione curata da Spim. In questa fase, i potenziali acquirenti raccolgono nei dettagli tutte le informazioni necessarie e valutano anche gli studi di prefattibilità realizzati per ogni lotto da Spim. «Domani (oggi, ndr) a Villa Dufour - fa sapere Armella - sarà presente un funzionario della Soprintendenza per spiegare quali sono i vincoli architettonici che devono essere rispettati nella trasformazione della storica residenza di Cornigliano». Il 9 luglio è l'ultimo giorno utile per la presentazione delle offerte. Per ogni lotto, Spim ha messo a punto un'ipotesi di destinazione d'uso. Nelle ex officine di via Dassori e corso Gastaldi, ad esempio, sono previsti 219 box, 83 posti auto e tre posti moto. Appartamenti con relativi parcheggi sono, invece ipotizzati nelle Ville Dofour, Cevasco, Piaggio e nel fabbricato, completamente da recuperare, di via Galeazzo 13, a San Fruttuoso. V. G.