Legambiente ribatte: «La storia si ripete, siete specializzati nel chiedere le dimissioni di chi dirige il Parco» PORTOFERRAIO. «Un presidente che ha deluso le aspettative degli elbani». Peggio. «Un presidente che non conosce il territorio, che non si è mai integrato». E allora «vada a far "crescere culturalmente" altre aree da tutelare. Gli elbani e il Parco possono fare bene anche senza di lui». Tradotto: si dimetta. Stavolta non sono i così detti anti-parco a puntare il dito contro Mario Tozzi, presidente del Parco dell'Arcipelago toscano. Ma il Pd. E non solo a livello locale. Il caso delle dichiarazioni del geologo romano sulla propensione alla cementificazione e allo sfruttamento senza limiti del territorio da parte di chi vive all'Elba si trasforma in una querelle politica. Quel riferimento all'insieme degli amministratori locali come a un «gorillaio». Quella descrizione dell'isola come affetta da «bulimia costruttiva» non solo non sono piaciuti ai sindaci, ma hanno mandato su tutte le furie i democratici convinti che «il presidente vanifichi con le sue dichiarazioni anche il buon lavoro di riorganizzazione intrapreso ultimamente dal suo ente e dalla sua direttrice e sia giunto a uno strappo ormai definitivo tra lui e i cittadini elbani». E ai colleghi isolani fa eco, dal continente, il consigliere regionale e segretario del Pd della Val di Cornia Matteo Tortolini. «Mi chiedo - afferma - come possa Tozzi continuare a fare il presidente dopo le sue parole. Non è la prima volta che dà giudizi sulla "genetica" degli elbani: un atteggiamento sgradevole e pericoloso». Di dimissioni, in realtà, Tozzi non vuole neanche sentire parlare. E al suo fianco scendono ancora una volta i rappresentanti di Legambiente che bollano l'uscita del Pd come un revival. «Il Pd - afferma l'associazione - si è specializzato in richieste di dimissioni di chi dirige il Parco: lo ha già fatto con il primo presidente Giuseppe Tanelli e poi con il commissario Ruggero Barbetti». Non solo, il partito «esce dal suo torpore per tentare l'ennesimo e malriuscito scavalcamento populista a destra e la storia si ripete con Tozzi». Dov'erano gli esponenti del Pd, sembra chiedersi Legambiente, quando sull'isola si progettavano colate di cemento da 2milioni di metri cubi? L'associazione, nelle vesti del Grillo parlante di Pinocchio, ripercorre le tappe della trasformazione dell'Elba nell'isola delle seconde case. Ma è proprio questo che il partito, con Tortolini e prima ancora con il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, contesta a Tozzi. «Oggi le amministrazioni comunali, a cominciare da Portoferraio - conclude il consigliere regionale - hanno avviato un percorso radicalmente diverso, sicuramente più scomodo. Il modello a cui si riferisce Tozzi è fortunatamente superato». V.L.
TOSCANA - Tozzi ha deluso gli elbani, se ne vada. Il Pd: non conosce l'isola, parla di una realtà ormai superata
Il presidente del Parco dell'Arcipelago toscano, Mario Tozzi, è stato criticato per le sue dichiarazioni sulla propensione alla cementificazione e allo sfruttamento dell'isola dell'Elba. Il Pd e Legambiente hanno richiesto le sue dimissioni, affermando che non conosce il territorio e non si è mai integrato. Il presidente del Pd della Val di Cornia, Matteo Tortolini, ha affermato che Tozzi non può continuare a fare il presidente dopo le sue parole. Tozzi non vuole neanche sentire parlare di dimissioni. Legambiente ha affermato che il Pd si è specializzato in richieste di dimissioni di chi dirige il Parco e che la storia si ripete con Tozzi.
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