Per la seconda volta in un anno il sindaco mette mano alla macrostruttura del Campidoglio. Mercoledì incontro con i sindacati In arrivo il terzo vice-capo di gabinetto, soppressa la Protezione civile Il pretesto è di quelli nobili: ritoccare, a distanza di nemmeno un anno, la macrostruttura comunale - ovvero il complesso di direzioni e unità organizzative in cui è suddivisa la macchina amministrativa - con lintento di risparmiare e recuperare efficienza. Peccato però che la seconda rivoluzione dellera Alemanno, da sottoporre mercoledì alla concertazione sindacale, vada nella direzione opposta. A balzare allocchio è infatti la modifica al regolamento sullordinamento degli uffici e dei servizi varato nel 2002: sinora il sindaco poteva nominare massimo due vice-capo di gabinetto, con le nuove disposizioni il numero sale a tre. Un cambiamento necessario per Alemanno, che da mesi studia il modo per affiancare ai due già in servizio - Profeta e Nardi, 120mila euro di stipendio allanno - lex direttore analisi del Sisde Alfredo Mantici. Che contestualmente assumerebbe la guida del Terza Direzione operativa del gabinetto al posto di Patrizia Cologgi, dando il via a una girandola di trasferimenti. Ma ciò che non torna è il saldo tra un aumento di personale tanto costoso e i tagli agli uffici. Primo fra tutti quello della Protezione civile che viene «soppresso» e accorpato al X Dipartimento (Ambiente), con una perdita di autonomia funzionale che appare poco comprensibile, dal momento che la gestione delle emergenze mal si concilia con la subordinazione gerarchica a un assessorato. Non è lunico caso: lunità organizzativa "Sicurezza sui luoghi di lavoro e medicina preventiva" della polizia municipale viene inglobata dalle "Risorse umane", mentre quella ai "Monumenti archeologici, medievali e moderni" della Soprintendenza sarà assorbita dalla UO "Ville e parchi storici". Una riorganizzazione «assurda», secondo il consigliere pd Massimiliano Valeriani, «fatta più per sistemare gli amici del sindaco e garantire equilibri interni che per far funzionare la macchina capitolina». Tanto più «inaccettabile perché si arriva ad assumere un terzo vice-capo di gabinetto, neanche Alemanno fosse Obama e il Campidoglio la Casa Bianca».