E stata nominata dieci giorni fa assessore alla cultura nella giunta di soli «tecnici» voluta dal sindaco di Catania Raffaele Stancanelli. Da allora Marella Ferrera, stilista affermata e donna determinata, ha cominciato una sua personalissima ricognizione tra musei e siti di interesse culturale della città, da anni gestiti tra ristrettezze economiche del Comune in «bolletta» e indifferente noncuranza della burocrazia. E, nel fine settimana, lassessore alla cultura ha voluto visitare uno dei più recenti gioielli restituiti, dopo anni di lavori di restauro, alla città: Palazzo Platamone detto anche palazzo della cultura. Qui, allingresso, lassessore si è presentata allimpiegato comunale con mansioni da guida. Che, alle domande dellassessore, ha risposto con un inaspettato silenzio. La Ferrera ha insistito e, allora, la guida ha accennato una risposta gesticolando. Tornata in assessorato, i cui uffici sono proprio a qualche metro dal Palazzo, è stata grande la sorpresa dellassessore nellapprendere che luomo non avrebbe mai potuto rispondere ai suoi interrogativi: è muto. «Labbiamo assunto nelle quote riservate alle categorie protette» hanno risposto i funzionari comunali. Già ieri lassessore Ferrera ha disposto il trasferimento dellimpiegato ad altra mansione. «E una persona eccezionale, capace, direi che è anche sprecata a ricoprire quelle mansioni. Si trova solo al posto sbagliato. Dovrò capire come sia stato possibile che qualcuno abbia pensato di mettercelo». (michela giuffrida)