FIRENZE Poveri Uffizi. Non bastano le mattonelle staccate che "ciottolano" al passaggio dei turisti, le larghette rudimentali appiccicate accanto ai capolavori, le manale sui muri, la polvere sulle statue e l'aria condizionata a singhiozzo, responsabile di non pochi malori ai danni dei turisti in arrampicata libera lungo le scale della Galleria più importante, dello Stivale. «Ora il Governo taglia di un ulteriore 25 i fondi destinali al funzionamento dei musei», tuona il ministro per i Beni culturali. Giuliano Urbani, lasciando andare una vera bomba: «O la Finanziaria rimedierà alla grave ferita inferta dalla manovra, o sarò costretto a chiudere ali Uffizi...». Un monito che suona più come provocazione che come annuncio, accolto da chi la galleria fiorentina si trova costretto a gestirla con fondi «sempre e comunque insufficienti», quasi come una liberazione. «La chiusura degli Uffizi ipotizzata dal ministro Urbani sarebbe una cosa gravissima», interviene la direttrice della Galleria, Anna Maria Petrioli Tofani . «Sono però d'accordo con lui riprende quando rivendica più attenzione per il settore da parte dell'intero Governo. La riduzione dei fondi rappresenterebbe una vera mazzata per l'intero settore della tutela e della conservazione dei beni culturali, che già vive una condizione non certo brillante sotto il profilo finanziario». E per quanto riguarda lo stato indecoroso in cui versa il museo fiorentino e la sua paventala chiusura? «Già ora. con gli orari di apertura dalla biglietteria (dalle 8,15 alle 18,05). non sempre siamo in grado di far fronte alle richieste aggiunge la direttrice della galleria che ogni anno viene visitata da un milione e 500mi-la persone . In base alla disponibilità dei custodi di volta in volta alcune sale vengono chiuse al pubblico, e spesso si formano lunghe code all'ingresso che scoraggiano gli eventuali i visitatori. Tanti se ne vanno infatti prima di entrare». Il timore di Anna Maria Petrioli Tofani è che la riduzione dei fondi possa significare avere meno personale di custodia, «che è invece indispensabile per tenere aperto in modo decoroso», sottolinea ancora la direttrice. «Inoltre il musco non ha solo una valenza locale (dove svolge un ruolo strategico rispetto all'economia legata al turismo), ma rappresenta un fiore all'occhiello per il nostro Paese in lutto il mondo. E di questo il governo dovrà tenerne conto». Proprio alle condizioni della galleria che ospita capolavori come «La nascita di Venere» di Botticelli e il «Bacco» di Caravaggio, ieri il quotidiano «La Nazione», nelle sue pagine fiorentine, ha dedicato un'inchiesta, in cui si evidenziano i problemi del museo, prendendo spunto da una lettera di protesta inviala da due turisti americani. Una delle tante... Il "check" ha messo in luce i punti nevralgici segnalali dai vi si latori delusi: illuminazione scadente, impianto di climatizzazione carente, ambienti polverosi e pareti sporche piene di pedate. Sul banco degli imputati anche le condizioni dei bagni (giudicati «insufficienti», mentre restano ancora fuori servizio quelli nuovi) e gli ascensori («pochi e obsoleti»). Sul fronte dei servizi, le proteste riguardano invece il numero di telefono per le prenotazioni delle visite (055294883), che viene contestato in quanto «perennemente occupato», e le carie di credito, «che non vengono accettate né alla caffetteria né alle casse». Suscita poi non poche perplessità l'assenza giustificata di molti capolavori: «Troppe le opere che sono state date in prestito segnalano i visitatori . E inoltre non c'è nessuna immagine che le sostituisca. Come unico avviso, un foglietto di carta appiccicato sutla parete spoglia». «Eppure gli Uffìzi potrebbero farcela benissimo da soli. assicura il soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci visto che viviamo in un regime di autonomia economica e incassiamo i soldi provenienti dalla vendita dei biglietti». Per la cronaca: 9,50 euro l'ingresso, cifra che lievita a 12,50 con la prenotazione anti-coda.
Le dolenti note di Firenze
Il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, ha annunciato che il Governo taglierà di un ulteriore 25 i fondi destinali al funzionamento dei musei, compreso il Museo Uffizi di Firenze. La direttrice della Galleria, Anna Maria Petrioli Tofani, ha espresso preoccupazione per la riduzione dei fondi, che potrebbe portare alla chiusura del museo. La galleria è già affrontata da problemi di manutenzione, come la polvere e la mancanza di personale di custodia. Un'inchiesta del quotidiano La Nazione ha evidenziato i problemi del museo, tra cui illuminazione scadente, impianto di climatizzazione carente e condizioni dei bagni insufficienti.
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