"Emendamenti alla manovra prematuri". Opposizione fredda sullapertura di Berlusconi Il Pd: vedremo che succede nelliter parlamentare del decreto. Casini: no alle sanatorie Brunetta: nel prossimo Consiglio dei ministri il nodo della pensione delle donne ROMA - «Verificheremo in Parlamento le "aperture" di Berlusconi sulla manovra, se davvero ci sono e di quale portata sono. Al momento quel che si sente dire è il ricorso al voto di fiducia che renderebbe in sé impossibile ogni tentativo di collaborazione costruttiva». La cauta apertura a verificare leffettiva disponibilità del premier ad ascoltare lopposizione è del responsabile economia del Partito democratico, Stefano Fassina, ieri intervistato a Sky Tg 24. Nel frattempo continua a infuriare la polemica sulla manovra finanziaria del governo, in particolare sulla possibilità che un emendamento parlamentare apra la strada a un nuovo condono edilizio. Ieri i senatori del Pdl hanno escluso in una nota congiunta che vi siano emendamenti già decisi alla manovra, mentre il loro presidente Maurizio Gasparri ha smentito con forza che vi sia la volontà del suo gruppo di introdurre in sede parlamentare una sanatoria edilizia. «Non ci sarà nessun condono - ha dichiarato Gasparri - e mi stupisco che se ne continui a parlare». Tuttavia la nota dei senatori del Pdl non chiude completamente la porta a un eventuale condono edilizio: «È prematuro parlare di emendamenti - si legge - Siamo evidentemente in una fase interlocutoria. Stiamo valutando varie ipotesi che il vertice del gruppo Pdl potrà fare proprie e decidere di sostenere con convinzione. Ciò non toglie che ciascun parlamentare abbia il diritto, previsto dal regolamento, di presentare proposte di modifica, che non necessariamente saranno approvate». Sulleventuale sanatoria edilizia è intervenuto anche il segretario dellUdc, Pier Ferdinando Casini: «No ai condoni, sì a modifiche della manovra. A forza di condoni mini o grandi questo paese perde il senso della legalità». Un tema ripreso anche da Felice Belisario dellIdv: «Lidea di far cassa con il terzo condono edilizio dellera Berlusconi sarebbe lennesimo schiaffo in faccia agli italiani onesti». Il governo, intanto, accelera sulle statali in pensione a 65 anni. «Probabilmente - ha detto ieri il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta - ne parleremo e prenderemo una decisione già nel prossimo Consiglio dei ministri». Ma la novità non avrà, secondo il ministro, efficacia immediata: rispetto alle richieste della Ue di arrivare alla perfetta equiparazione nel 2010 e la legge già approvata in Italia che prevede invece come termine il 2018, «si troverà una soluzione equilibrata, probabilmente uninteressante via di mezzo». E contro i tagli alla cultura presenti nella manovra e contro il decreto Bondi partirà oggi, alle 15 in Piazza Navona a Roma, la prima manifestazione organizzata dal movimento che raggruppa tutte le associazioni sindacali e sigle del mondo delle cultura e dello spettacolo.