FIRENZE. Clima di fiducia e ottimismo alla prima conferenza regionale sul paesaggio convocata ieri al teatro Affratellamento di Firenze dalla Rete dei comitati toscani per la difesa del territorio: fra i partecipanti, seppur con cautela, è evidente la voglia di festeggiare quella che viene considerata una vera e propria vittoria dell'azione dei comitati, e cioè la nomina di Anna Marson alla guida dell'assessorato regionale all'urbanistica. "Dopo dieci anni di governo del territorio assai disattento - ha detto il leader dei movimenti ambientalisti Alberto Asor Rosa - finalmente registriamo una scelta che riconosce in pieno la fondatezza delle nostre critiche all'operato del precedente assessorato alla pianificazione urbanistica con cui abbiamo avuto polemiche a non finire". Un applauso ha accompagnato la lettura della lettera che Marson ha inviato all'assemblea: quell'intento di "voler fare della Toscana un significativo caso di buon governo del territorio" è suonato come musica per le orecchie di quanti, fino a pochi mesi fa, venivano tacciati di "conservatorismo" per la loro volontà di difendere la sacralità delle colline della Val d'Orcia. Le maggiori minacce alla tutela del paesaggio, secondo Asor Rosa sembrano infatti arrivare dal piano nazionale: "Le iniziative intraprese dal Governo, federalismo demaniale e condono edilizio, si muovono verso un peggioramento radicale della situazione". Critiche non vengono risparmiate neanche alle forze politiche d'opposizione: "Dinanzi a questo quadro i partiti del centrosinistra rispondono in maniera divisa, timida, incerta e qualche volta anche collusa". "Incomprensibile", secondo Asor Rosa, la posizione dell'Italia dei Valori di votare a favore del trasferimento ai comuni del patrimonio dello Stato. Per scalfire poi, "la concezione imperante di un Italia tagliata a metà", fra un Nord "leghista e individualista" e un Sud "in mano a forze criminali", occorre che "quell'Italia mediana rappresentata da Toscana, Umbria e Marche e portatrice di tradizioni culturali e civili, per ragioni storiche profondamente diverse dalle altre regioni, riesca ad emergere fino in fondo per far valer le proprie ragioni all'interno del dibattito politico nazionale". Le attuali emergenze urbanistiche che interessano la Toscana sono state ricordate dal geografo dell'Università di Siena Claudio Greppi: fra i casi più eclatanti, il Corridoio tirrenico e un nuovo porto turistico da 1000 posti barca a Talamone. Per evitare simili future "aggressioni al paesaggio", secondo Paolo Baldeschi, docente di urbanistica all'Università di Firenze, occorre rimettere al centro dell'attenzione il tema del "concorso dei cittadini alla progettazione del proprio ambiente di vita", oltre che rivedere "l'autonomia delle amministrazioni comunali in materia urbanistica attraverso l'elaborazione di un nuovo statuto del territorio". Nessuna vittoria in termini paesaggistici e ambientali, sarà comunque possibile, nella visione di Alberto Magnaghi, ordinario di pianificazione territoriale alla facoltà di architettura di Firenze, senza prima aver scalfito quel "modello consociativo che si è venuto a creare in 50 anni di amministrazione della sinistra che assomiglia oramai a un regime": "la demenziale opera del sottoattraversamento ferroviario fiorentino - ha detto - si fa perché la Lega delle Cooperative di Toscana e Emilia Romagna ha ormai vinto l'appalto".