Gli ambientalisti si interrogano sul futuro dell'area protetta e annunciano ricorsi contro la costruzione del porto di Marina Lanciato un appello per il rilancio del piano Cervellati PISA. Più Regione dentro il Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Lo chiedono associazioni ambientaliste e comitati cittadini riuniti venerdì in un convegno alla Stazione Leopolda. La conseguenza, implicita, è meno Comune dentro il Parco. Tiziano Raffaelli, del Coordinamento per la salvaguardia e la riqualificazione di Boccadarno, introduce l'incontro e ne spiega i due obiettivi: «Denunciare l'attacco di cui il territorio è oggetto, in particolare sulla costa». «E rilanciare i contenuti del piano Cervellati», dal nome dell'architetto che quasi trent'anni fa ha redatto il piano del Parco. Secondo i presenti, «tra i problemi più gravi ci sono l'assalto edilizio a Calambrone e alla foce dell'Arno, con l'approvazione del porto e del villaggio turistico di 150mila metri cubi a Marina, e ulteriori progetti di cementificazione che stravolgerebbero l'abitato di Tirrenia». «Il progetto del porto di Marina è stato inaugurato aggirando una sentenza del Consiglio di Stato - dice Raffaelli -. Noi presenteremo ricorso contro tutti gli atti successivi a quella sentenza: è un dovere a cui non ci sottrarremo; i problemi non si risolvono sempre e solo col mattone». All'iniziativa è ospite il presidente del Parco, Giancarlo Lunardi, che prima di parlare chiede di ascoltare i relatori. Comincia proprio Pier Luigi Cervellati che ripercorre la storia del piano e fotografa il presente: «Gli interventi dei Comuni nascono da un potere d'autonomia con cui gli enti locali ritengono di non doversi rapportare in un contesto di pianificazione generale». Per Cervellati, il peccato originario è «l'abolizione dell'Ici, i cui fondi sono stati recuperati puntando tutto sugli oneri di urbanizzazione. Ma una città sempre più urbanizzata ha dei costi che nessuno ha calcolato». Gli fa eco Giovanni Cardellini, a suo tempo redattore dell'altro piano, quello di gestione del parco: «La questione centrale è il cambio di destinazione d'uso dei terreni, il più grosso affare del secolo. Dobbiamo ricostruire una politica regionale». Anche i rappresentanti di Legambiente, Wwf e Italia Nostra insistono sulla revisione del quadro normativo e su un coordinamento regionale del Parco, per arginare tentativi come quello di Viareggio che chiede di ridisegnare i confini, riducendo l'area protetta. E, tra il pubblico, interviene Fausto Guccinelli che si chiede il criterio in base al quale sono stati affidati i lavori nelle varie zone del litorale. Arriva anche un messaggio del sindaco Marco Filippeschi che garantisce «piena disponibilità ad affrontare insieme ogni questione». E Lunardi si riallaccia a quella lettera: «Ero certo che Filippeschi avrebbe cercato di aprire il confronto. Io difendo da sempre il piano, ma si può ridiscutere. Però chiediamo alle amministrazioni di affrontare il problema a livello complessivo: il modello toscano dei parchi era all'avanguardia; ma oggi siamo certi che in Regione ci sia la forza di far approvare un piano contro Viareggio o Pisa?».
TOSCANA - Il cemento minaccia il Parco La Regione deve intervenire per bloccare i piani dei Comuni
Gli ambientalisti si sono riuniti venerdì in un convegno alla Stazione Leopolda per discutere del futuro dell'area protetta del Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. L'obiettivo è denunciare l'attacco al territorio, in particolare sulla costa, e rilanciare il piano Cervellati, redatto dall'architetto Pier Luigi Cervellati. I presenti hanno denunciato problemi come l'assalto edilizio a Calambrone e alla foce dell'Arno, e progetti di cementificazione che stravolgerebbero l'abitato di Tirrenia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo