Il premier: combattiamo loppressione fiscale Un gruppo di senatori Pdl sta mettendo a punto un testo che apre al colpo di spugna ROMA - Torna a far capolino il condono edilizio che il governo finora aveva categoricamente escluso di voler applicare. E intanto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi manda un video messaggio ai "Promotori della libertà" del Pdl per dire che il loro ruolo «è inserito in una battaglia di libertà per la promozione della quale dobbiamo lottare tutti insieme perché è messa tutti i giorni in dubbio dalloppressione fiscale, tributaria e giudiziaria». Ad aprire le porte allennesima sanatoria per chi ha commesso abusi edilizi è un gruppo di senatori del Pdl che sta mettendo a punto un testo in vista dellavvio dellesame della manovra economica in commissione Bilancio. Il testo - spiegano questi senatori - è lo stesso già presentato da Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli nei mesi scorsi, al tempo del decreto "milleproroghe". Quel testo, però, «va un po aggiustato: bisogna trovare una soluzione agli abusi commessi per necessità, ad esempio a chi allarga labitazione per far spazio ai figli», mentre sarebbe sbarrata la porta ai grandi abusi. O anche a quelli, sia pur piccoli, commessi in zone protette da vincoli ambientali o paesaggistici. La notizia ha subito messo in allarme il Partito Democratico. «Bisogna fermarli - dicono i senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante - il terzo condono dellera Berlusconi sarebbe il via libera definitivo al saccheggio del paesaggio e un regalo da miliardi di euro a chi ha costruito illegalmente». Un condono tira laltro e, senza grandi clamori, il governo - nel ddl sulla semplificazione voluto dal ministro Brunetta - sta portando avanti anche una sorta di "scudo marittimo" per favorire il rientro dei grandi yacht che navigano con bandiere di comodo. Ieri, nel frattempo, Berlusconi, ha parlato della manovra: «Era indispensabile mettere in sicurezza i nostri conti pubblici e dare anche un forte segnale ai mercati sulla determinazione del nostro governo di affrontare e risolvere alcuni dei problemi che ostacolano la ripresa della nostra economia che va meglio di come sostiene la sinistra». Il premiere apre alla possibilità di emendamenti migliorativi, a patto però che non si tocchi il saldo complessivo, 25 miliardi di euro. Unapertura ribadita anche da Bossi: «Non è mai passata nessuna Finanziaria senza modifiche». Cè anche unapertura al centro sinistra: «Siamo pronti a confrontarci in Parlamento con lopposizione» e se da lì arriveranno «proposte migliorative le considereremo anche se al momento sono arrivati solo insulti». Ma Rosy Bindi, presidente del Pd, respinge le offerte del premier: «È solo uno spot di pubblicità ingannevole la disponibilità al confronto parlamentare». Da Berlusconi è arrivato ieri anche lannuncio che sarà reso più spedito liter di apertura di unimpresa: «Non si dovranno chiedere autorizzazioni, i controlli arriveranno ex post». Il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ha poi spiegato che porterà al prossimo consiglio dei ministri il provvedimento che istituisce lo Sportello unico per le imprese in modo da «aprire unimpresa in un giorno». Sulla manovra, attacco al governo dal leader pd Pierluigi Bersani: «In questi anni ci hanno raccontato che i conti erano a posto, ma non era vero. Dopodiché come li stiamo aggiustando? In un modo non giusto, non equo e non tale da tenerci fuori dai guai». Per Bersani occorre «caricare di più i sacrifici sul reddito, sulla ricchezza e sullevasione e meno su lavoro e impresa».