Lannuncio del sottosegretario Giro: "LEti è inutile, pensiamo ai teatri" Roma si impegna a investire 1,8 milioni per tre anni, ne servono altrettanti da città e Regione Trovato laccordo col governo: "Vinta una battaglia, non è finita". Montanari: "Stagione ancora da salvare". Domani sera teatro aperto ARRIVANO i soldi per salvare il Duse: il governo metterà 600 mila euro lanno, per tre anni. Lha annunciato ieri a Bologna il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. «La battaglia non è finita, ma siamo partiti bene», ha detto il commissario Anna Maria Cancellieri, mentre lassessore regionale Mezzetti ha aggiunto: «Siamo pronti a far la nostra parte». Domani sera il Duse ospiterà infine lo spettacolo per sensibilizzare il pubblico sul salvataggio del glorioso teatro. «saremo noi, come Ministero dei beni culturali, a finanziare i 600mila euro per tre anni per il teatro Duse: è un accordo con il capo di gabinetto del ministro Sandro Bondi che verrà preservato». È stato il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro ad annunciare, ieri a Bologna, il "salvataggio" del teatro bolognese, separandolo nettamente dalla soppressione dellEnte teatrale italiano. Adesso servono altri 600 mila euro per coprire i costi di un anno di funzionamento (1,2 milioni). «Ora Comune, Regione, Legacoop e fondazioni devono fare la loro parte - dice il direttore del Duse, Marco Montanari - e trovare un accordo in tempi brevissimi per salvare la prossima stagione. Se viene a mancare lEti bisogna creare un nuovo soggetto per gestire i fondi promessi dal Ministero e non sarà semplice. Bisogna firmare il contratto daffitto del teatro, i contratti con le compagnie entro pochi giorni e anche riassorbire il personale». La corsa contro il tempo per salvare lo storico teatro partirà da un summit tra Comune e Regione, mentre lincontro di Anna Maria Cancellieri con Giuseppe Ferrazza, presidente dellEti, è in forse, dopo le dichiarazioni del sottosegretario. Per lEnte Teatrale infatti il destino sembra ormai segnato, tanto che il sottosegretario non ha esitato a parlare di «politica delle scatole vuote, rendite di posizione, privilegi e poltrone». LEti rappresenta per Giro un «ente poco produttivo, che dedica dieci degli undici milioni che riceve dallo Stato agli stipendi ed è giusto che venga accorpato al Ministero». Si può sperare invece in un destino diverso per il Duse. «Noi non vogliamo chiudere nessun teatro - ha assicurato infatti il sottosegretario, ieri mattina ospite dellassemblea nazionale dellAdsi (associazione dimore storiche) - e daremo un futuro anche al Duse, tutelando i lavoratori e dialogando con gli enti locali per il passaggio del teatro al Comune». Più tardi, in una visita alla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII (uno degli enti finiti nella "lista nera" dei finanziamenti statali, poi stralciata dalla manovra da 24 miliardi del Governo) ha parlato di «scelte necessarie» e di fondi che «verranno risparmiati sulla lirica e che potranno essere reinvestiti». Il primo passo è limpegno a mantenere lo stanziamento di quei 600mila euro che per il Duse significano la salvezza, intervenendo direttamente come Mibac e "saltando" il passaggio dellEti che, secondo Giro, «anche nella fase della programmazione degli spettacoli avrebbe creato difficoltà ai teatri, con serate imposte dallalto». Secondo Montanari, si tratta di «un passo avanti importantissimo», che fa tornare indietro le lancette della "macchina del tempo" a prima della manovra da 24 miliardi che ha decretato la soppressione dellEti. I 600mila euro statali sono infatti la quota che era stata stabilita già nel 2007 per "accompagnare" la dismissione del teatro da parte dellEti, comunque in programma dopo una circolare interna dellallora ministro Francesco Rutelli. I tre anni di tempo sarebbero serviti per trovare una gestione finanziariamente autonoma, basata sulle risorse locali.