«Ora potrà nascere il nuovo sistema culturale di Milano», annuncia il commissario straordinario scelto dal governo, Mario Resca. Brera i sarà riscoperto come museo moderno, atteso da tempo; Brera 2 nel distretto di Pagano, a metà strada tra il Cenacolo e la Triennale, e domani circolo intellettuale riservato agli studenti. Due poli per la Grande Brera, un museo che punta a un milione di visitatori l'anno. Bassetti: pronti a far partire una raccolta di fondi «Museo da un milione di visitatori. Ora Milano faccia la sua parte» Il commissario Resca: serve un'economia della cultura «Per oltre trent'anni s'è cercato di costruire grandi castelli appoggiati su stuzzicadenti». Stavolta è bastata una panetteria. All'ennesimo sopralluogo, con i responsabili del progetto che cercavano di recuperare spazi sempre più ampi nell'ex caserma, dopo essersi assicurati le sale, gli androni, gli archivi e pure il giardino, alla fine hanno ottenuto il contributo decisivo dalla grande cucina con forno del palazzo militare di via Mascheroni. Partito da 7 mila metri quadrati (insufficienti per ospitare l'Accademia), il conto s'è chiuso a 20 mila. L'accordo, con quegli spazi, è possibile. «Ora potrà nascere il nuovo sistema culturale di Milano», annuncia il commissario straordinario inviato dal governo, Mario Resca. Brera: nel palazzo storico in centro, che fu di Maria Teresa e di Napoleone; Brera 2 nel distretto di Pagano. Due poli, «un unicum»: la Grande Brera. «Gli studenti avranno finalmente aule e laboratori adeguati - chiosa Resca - e la Pinacoteca gli spazi necessari per diventare un museo europeo e passare da 300 mila a oltre un milione di visitatori l'anno». E Milano? «Ha un enorme potenziale di ricchezza da generare con i suoi beni culturali. Berlino è rinata con i musei: può farlo anche Milano». La Grande Brera è una partita che, da 18 mesi, si gioca su due tavoli. L'accordo di programma firmato da Comune e governo prevede il trasferimento di gran parte dell'Accademia in via Mascheroni, compreso il patrimonio di dipinti e sculture che formeranno un museo ad hoc. Nella sede storica di Brera rimarranno invece la direzione e alcune discipline. In quanto spazio? L'Accademia occupa oggi oltre 5 mila metri quadrati e ne vuole trattenere una parte. Tutti i saloni che saranno liberati verranno ceduti alla nuova Pinacoteca, che sarà progettata su due piani dall'architetto Mario Bellini, collegata a Palazzo Citterio attraverso l'Orto botanico, fornita di caffetteria, infopoint e ristorante. Meno scuola, più museo. Costo complessivo dell'operazione: oltre 54 milioni di euro per la Pinacoteca e 30 milioni per la nuova sede dell'Accademia. «Ho già presentato il progetto al sindaco e alla Gelmini, l'accordo sarà formalizzato nelle prossime settimane», spiega Resca. Due sedi nobili. Brera 1 e Brera 2. Dopo l'intesa arriveranno le gare, gli appalti, i lavori. Obiettivo: cominciare nel 2011 e chiudere per l'Expo. Caterina Bon Valsassina, direttore regionale ai Beni culturali: «Mi sembra che il progetto stia prendendo una piega eccellente grazie al lavoro da tessitore svolto da Resca negli ultimi mesi». Ora c'è bisogno di benefattori. Perché il governo non potrà pagare da solo la rivoluzione di Brera: «I finanziamenti li troveremo, ma il territorio dovrà fare la sua parte», avverte Resca. Turismo d'arte e cultura. Aldo Bassetti, il presidente degli Amici di Brera, raccoglie la sfida: «Sono disposto a creare un comitato molto rappresentativo e mirato nella società civile milanese, che lavori e si impegni per la raccolta di una parte dei soldi necessari per l'operazione Grande Brera». Ma è un'offerta condizionata. Al fatto che il restyling della Pinacoteca includa anche Palazzo Citterio e Orto botanico, che venga predisposto un piano esecutivo per via Mascheroni e che responsabilità e tempi di realizzazione siano certi. Se le condizioni saranno accolte, conclude Bassetti, «la società civile, conscia dello straordinario sforzo richiesto allo Stato in questo momento di particolare difficoltà, è disposta a partecipare a questa grande operazione studiandone in anticipo le opportune soluzioni giuridiche. Io penso a una Fondazione mista pubblico-privato». E' un'impresa impossibile? «Servono due tre anni per raccogliere i fondi. E' un'impresa importante ma non impossibile. Ma banche, gruppi, industriali, professionisti, associazioni sarebbero chiamati a dare un contributo che deve essere fiscalmente deducibile».
La Grande Brera punta a un milione di visitatori
Il commissario straordinario Mario Resca ha annunciato che Milano potrà nascere il nuovo sistema culturale di Brera, con due poli: Brera 1 nel palazzo storico in centro e Brera 2 nel distretto di Pagano. Il progetto prevede il trasferimento di gran parte dell'Accademia in via Mascheroni, compreso il patrimonio di dipinti e sculture, e la creazione di una Pinacoteca con spazi per oltre un milione di visitatori. Il costo complessivo dell'operazione è di oltre 84 milioni di euro. Il governo ha già assicurato il contributo decisivo dalla grande cucina con forno del palazzo militare di via Mascheroni.
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