Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, ora tocca al ministro Sandro Bondi decidere dove mettere le mani (e soprattutto le forbici) per quanto riguarda istituti e fondazioni culturali. Dopo che la famigerata lista dei 232 enti inutili è stata accantonata, resta da capire se e come sia possibile razionalizzare il sostegno statale alla cultura. Libero aveva proposto alcune soluzioni utili per far sì che l'occasione non andasse perduta. Ovvero stabilire ulteriori criteri di eccellenza per gli istituti e procedere alla defiscalizzazione delle donazioni al fine di spingere i privati al mecenatismo. A quanto sembra, i fondi a disposizione sono circa 12 milioni di euro. Non tantissimi, ma nemmeno pochi. Per capire come si possa fare a spenderli nel modo migliore possibile, il nostro giornale ha promosso un forum degli istituti culturali. Giovedì mattina a Roma, nella splendida sede dell'Istituto Sturzo presieduto da Roberto Mazzotta e seguito con passione da Flavia Nardelli, alcune delle principali fondazioni del Paese si sono riunite attorno a un tavolo per discutere. C'érano studiosi di ogni colore e fede politica, dal nostro Giuseppe Parlato, presidente della Fondazione Spirito, a Giuseppe Vacca dell'Istituto Gramsci. In queste pagine riportiamo un riassunto di quanto è stato detto. Dalla discussione sono emersi alcuni punti fondamentali. Intanto, il fatto che gli enti presenti non sono affatto inutili. Portano, invece un contributo importante alla nostra cultura, conservando archivi e promuovendo la ricerca. Non solo. Svolgono anche un servizio pubblico che, se toccasse allo Stato, costerebbe molti più soldi. Attirano studiosi da tutto il mondo e sono un patrimonio che sarebbe un peccato perdere. Vista la situazione attuale, togliere loro il sostegno pubblico equivarrebbe a farli chiudere o almeno a metterli in grave difficoltà. Come .possibile allora conciliare le esigenze del governo di risparmiare e quelle degli istituti di essere tutelati? Qualche modo c'è. In base alla legge 534 del 1996, è il ministero dei Beni culturali a stabilire a quali istituti sono da destinare fondi e in che misura. La tabella compilata dagli uomini di Bondi e valida per il triennio 2009-2011 già ha ridotto in maniera notevole gli sprechi. Prevede contributi a 121 istituti per la cifra di 6,5 milioni di euro circa all'anno (per tre anni). Ma un'ulteriore razionalizzazione è possibile. A patto per che i tagli non siano indiscriminati. Cioè: bisogna decidere in base al merito. Quindi non meno soldi per tutti, ma nessun soldo per chi non è virtuoso e sostegno agli altri. Poi, vanno ridotte le tasse e incentivati i privati, cosa che nel nostro Paese non si è mai fatta, preferendo difendere l'assistenzialismo a tutti i costi. Il risultato del forum è stato estremamente positivo. Tutti i presidenti e segretari generali hanno dimostrato grande disponibilità a dialogare con Bondi e a tirare la cinghia, se necessario. Anzi, hanno spiegato che dei 121 istituti, il 50 potrebbe essere tagliato. Il che non significa ridurre della metà il budget, ma risparmiare un buon 30. E non è poco. Ma la cosa più stupefacente è stata che tutti i presenti, seppure collocati su versanti politici diversi, si sono dimostrati aperti al mercato e all'innovazione, hanno dialogato fra loro in un clima di scambio reciproco, lasciando da parte l'odio e le fratture insanabili che sembrano separare in Italia destra e sinistra (o quel che ne resta). Se Bondi riterrà opportuno confrontarsi con questi istituti, sicuramente troverà terreno fertile. Ci auguriamo che uno scambio col ministero possa davvero realizzarsi e che gli enti possano continuare a funzionare al meglio. Senza sprechi e, magari, senza dover ogni volta penare per ottenere contributi statali.
Tagli agli enti. Metà si possono sacrificare per salvare chi non è inutile
Il ministro Sandro Bondi sta decidendo dove assegnare i fondi per gli istituti e fondazioni culturali. Dopo aver accantonato la lista dei 232 enti inutili, Bondi sta cercando di razionalizzare il sostegno statale alla cultura. Il governo ha circa 12 milioni di euro a disposizione. Un forum degli istituti culturali è stato organizzato per discutere come spendere i fondi in modo efficace. I presenti hanno espresso la necessità di stabilire criteri di eccellenza per gli istituti e di incentivare il mecenatismo. Alcuni hanno proposto di ridurre il budget per alcuni istituti e di aumentare le tasse per incentivare i privati a donare.
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