«Dateci tempo, ma fin da ora posso dire che è venuto il momento di rivedere il piano paesaggistico della Toscana». La dichiarazione a Repubblica è firmata Enrico Rossi. E un annuncio che sottintende un nuovo modo di coniugare rilancio industriale e tutela del territorio in cui il presidente toscano vuole coinvolgere i cittadini e quel particolare ceto che sono gli intellettuali. Piacerà ad Alberto Asor Rosa che oggi apre a Firenze la conferenza regionale della Rete dei comitati per la difesa del territorio. Non è né un segnale di fumo inviato ai critici più decisi del Piano di indirizzo territoriale, Pit, varato dalla giunta Martini-Conti, né un gesto tattico o un ammiccamento. E lannuncio di una politica che fa del territorio una delle risorse fondamentali della ripresa, che non concede nulla agli ambientalisti del no ma formula unidea dello sviluppo industriale come elemento portante di una scelta politica che vuole impedire alla rendita di diventare lunica ricchezza ma anche il laccio al collo del futuro. Asor Rosa non si sbilancia. «Rossi e Marson - la nuova assessora al territorio - hanno mandato segnali di cambiamento ma sarebbe sbagliato dare loro un valore risolutivo. Però è giusto tener conto del nuovo clima. Noi non abbiamo chiesto soluzioni verticistiche, crediamo che Regione, Province e Comuni debbano trovare una concezione armonica nella gestione del territorio. Un rapporto consensuale, spiega lintellettuale, che va costruito con sapienza: «Senza rinunciare ad aiutare i livelli più fragili, ma anche senza rinunciare ad intervenire quando a livello locale si prospettino soluzioni al di là del ragionevole e del consentito». Asor Rosa aggiunge unaltra cosa. «Durante la campagna elettorale, Enrico Rossi dichiarò al Manifesto che la Toscana doveva recuperare una vocazione imprenditoriale e dismettere qualunque idea di speculazione edilizia. Noi diamo molta attenzione a questa dichiarazione: cè voluto coraggio per dire queste cose mentre si cercava il voto di tutti». Oggi al Teatro dellAffratellamento, la rete dei comitati illustrerà i 14 punti della «vertenza toscana» (dal caso di Bagnaia, a quello del porto di Talamone, dal sottoattraversamento Tav di Firenze al Corridoio tirrenico, ai casi di Campiglia Marittima, di Serravalle, di Castelfalfi): banco di prova, secondo la rete, resta la riforma del Pit che per i comitati dovrebbe essere reso più severo dal punto di vista normativo, con un rafforzamento della direzione pubblica nel governo del territorio e dei poteri della Regione rispetto ai Comuni. Rossi non entra sui singoli casi. Alla rete e a tutti i toscani lancia un ragionamento politico, un modo per ricostruire un discorso collettivo sul tema dello sviluppo e del territorio. «La ripresa non può che partire dal settore manifatturiero e industriale. Ci siamo quasi abituati allidea che la Toscana perdesse ricchezza e risorse. Ma qui non si può vivere tutti alle spalle del settore pubblico. Lindustria del turismo è importante, ma la Toscana non ha futuro se pensa di vivere di soli resort. Se non cè nuova produzione di ricchezza accadrà che la rendita diventerà lunica ricchezza e questo è uno snaturamento pericoloso. Per questo stiamo studiando come rivedere il Pit e al tempo stesso riceviamo la più importante delegazione cinese mai giunta in Toscana, guidata da He Guopiang, numero 8 del partito comunista cinese, che vuole investire in Toscana». Rossi invita a elaborare una politica generale. «Qui da noi il territorio è frutto del lavoro umano, in Toscana anche i boschi sono coltivati dagli uomini. Lagricoltura non può essere dimenticata, è uno degli elementi identitari della nostra cultura. Col presidente della commissione Ue, Barroso, insisto per una reale politica di finanziamento alla nostra agricoltura: sapete che se i nostri contadini non potranno più vendere i loro cereali, si desertifica un terzo del territorio toscano?». Non solo agricoltura, anche i centri storici. «Anche qui - dice Rossi - abbiamo sofferto della bolla immobiliare. In molti centri cè abbandono, degrado, volumi vuoti. Credo che la via giusta sia quella del riuso dei volumi, non dello sfruttamento di nuovo territorio. Ricordiamoci che è una risorsa non riproducibile, che è costosa. Quando parliamo di federalismo dovremmo imporre labolizione della legge Tremonti che ha costretto i Comuni a cercare finanziamenti solo negli oneri durbanizzazione, cioè nello sfruttamento del territorio». Che fare davanti a progetti discutibili sul territorio o a veri e propri assalti? «Non mi interessano i reati penali. Questo tocca al magistrato. In termini politici, mi interessa dire a tutti che le regole vanno rispettate. E noi faremo in modo che siano rispettate. Tradurremo in atti precisi questo convincimento. Alla Rete che si riunisce oggi lancio un invito: diano tutti un contributo a creare una idea dello sviluppo che metta insieme tutela del territorio e rilancio economico. Dico agli intellettuali: prima delle singole politiche da attuare, cè unidea politica generale da affermare. Questo è il loro e il nostro compito». La riunione della Rete comincia alle 10. Marson non potrà partecipare, ma ha inviato una lettera che Asor Rosa leggerà in pubblico.
TOSCANA - Paesaggio prove di pace tra Regione e comitati
Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, ha lanciato un annuncio per rivedere il piano paesaggistico del territorio toscano. La dichiarazione è stata firmata da Rossi e l'assessore al territorio, Marson. L'annuncio è stato accolto con favore dalla Rete dei comitati per la difesa del territorio, che ha invitato tutti a contribuire a creare un'idea di sviluppo che metta insieme tutela del territorio e rilancio economico. Rossi ha anche lanciato un invito a tutti a partecipare alla riunione della Rete, che si terrà oggi a Firenze. La riunione sarà guidata da Alberto Asor Rosa e sarà l'occasione per discutere della politica di sviluppo e del territorio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo