L'assessore regionale siciliano Fabio Granata traccia un bilancio ampiamente positivo della prima edizione della manifestazione La rassegna si sviluppa tra Catania, Caltagirone, Militello, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Modica e Scicli Alessandro Ricupero SIRACUS A - Cinquantamila presenze negli otto comuni del Distretto del Sud Est, nei primi quindici giorni di programmazione. Un consenso di pubblico ma anche di critica che spinge già adesso gli organizzatori ad allestire la seconda edizione assicurandole una giusta dose di pubblicità. L'assessore della Regione Siciliana Fabio Granata, fino a qualche giorno fa ai Beni culturali e alla Pubblica istruzione, ma già designato alla guida del dipartimento del Turismo e dei Trasporti, ha vinto la sua sfida. Il «Festival del Val di Noto» ha già conquistato un suo spazio. È e-mersa quella «identità culturale» tanto ricercato dallo stesso Granata, quella specificità che ha permesso agli otto Comuni di acquisire il riconoscimento dell'Unesco con l'iscrizione nella «World Heritage List». Contento Granata, perché il suo Festival presenta dei caratteri unici nel suo genere: «Spettacoli di qualità e concezione pubblica della cultura - ha affermato Granata -. Questa manifestazione presenta fattori unici come l'espansione territoriale e la durata. Un'iniziativa itinerante, che dura due mesi e abbraccia otto città con più di cinquanta spettacoli gratuiti. Perché la cultura deve essere aperta al pubblico. È un segno importante di un cambio di mentalità». È il modello del Distretto Sud Est: «Sono convinto che si tratti di un'area che al suo interno presenta u-na varietà di bellezze: archeologia, barocco, l'aspetto naturalistico, il teatro. Un insieme che rende competitivo il Distretto, anche di fronte ai luoghi titolati in Italia, e mi riferisco a Venezia, Roma, Firenze. E poi è l'unico Distretto al mondo che riunisce otto amministrazioni. Sono loro le protagoniste, naturalmente in collaborazione con i privati. E non è facile mettere in rete otto realtà culturali. E ricordiamo. Il riconoscimento Unesco non garantisce lo sviluppo: queste iniziative si. Il turismo in Sicilia parte da manifestazioni di questo genere». Il «Festival del Val di Noto» si sviluppa tra Catania, Caltagirone, Militello in Val di Catania, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Modica e Scicli. Luoghi u-nici per presentare lirica e danza, generi che finalmente trovano una loro collocazione. «Sono convinto che il Festival deve avere anche una valenza didattica. Sono generi impegnativi, ma li vogliamo presentare ugualmente. I teatri russi ad esempio sono stracolmi di giovani. Anche noi vogliamo un avvicinamento ai non addetti ai lavori. Opere cosiddette "elevate" che devono essere percepite da tutti. E poi non devono essere chiuse nei teatri: per questo portiamo il balletto o l'opera lirica in piazza. E il pubblico, i risultati me lo confermano, si è creato». Una base di partenza solida che permette di pensare già alla seconda edizione del Festival: «Ripartiamo dall'esperienza di quest'anno per migliorare ancora. Sarà necessaria u-na promozione adeguata, fatta in anticipo. È mia intenzione interessare tutte le Fiere di turismo. So che la direzione artistica ha già in corso trattative con i nomi mondiali della lirica e della danza. In più vogliamo valorizzare le identità culturali, il patrimonio folkloristico. Vogliamo raddoppiare le presenze. Sono 130 mila gli spettatori a Siracusa per le rappresentazioni classiche e almeno 100 mila ne dovremo avere per la seconda edizione del Festival». Prossimo appuntamento con il Festival del Val di Noto questa sera a Militello in Val Di Catania, alle 20.30 in piazza Vittorio Emanuele II, con il «Corteo del principe» a cura del teatro studio di Militello. E sempre stasera a Modica, alle 21, in piazza Matteotti, «Concerto jazz and soul».