Una lunga lista di beni sarà di proprietà esclusiva della Regione. Ecco cosa cambia in termini di gestione e oneri economici e amministrativi Una lunga lista di siti archeologici passa dalle mani dello Stato a quelle della Regione. La riforma federalista tocca anche Siracusa e il suo teatro greco, la cui tutela completa sarà adesso interamente della Regione attraverso la Soprintendenza. «Di fatto - afferma la soprintendente Mariella Muti - vi è poca differenza rispetto al passato. Essendo a statuto speciale, la Sicilia gestiva già in maniera autonoma i suoi siti archeologici e monumentali. Oggi, tuttavia, il passaggio di proprietà che sarà presto approvato comporta maggiori responsabilità alla Regione. Siracusa, in particolare, si annovera fra le province con il maggior numero di beni inseriti nella lista sotto esame per il federalismo demaniale». Tra i tesori d'arte e storia che saranno di proprietà della Regione, oltre al teatro greco, anche il castello Maniace, le aree archeologiche, le Latomie, il sito di Thapsos e, nel comune megarese, il castello Svevo di Augusta. Un luogo per il quale la Soprintendenza ha chiesto con urgenza l'intervento dell'assessore ai Beni culturali, Gaetano Armao, predisponendo una perizia che evidenzia la necessità di un restauro della fortezza. «Il castello Svevo - dice l'architetto Muti - deve necessariamente essere salvaguardato, i bastioni a mare si trovano in grave pericolo di conservazione, e dopo i lavori avviati con la 433 è adesso importante proseguire la messa in sicurezza dello storico sito. Questo dev'essere uno dei primi compiti di questo nuovo assetto della Regione. Già abbiamo eseguito il sopralluogo e l'intervento a tutela del castello sarà una priorità dell'amministrazione regionale, oggi proprietaria del Castello Svevo». Alla prima lista di siti che dal demanio statale passeranno all'Isola nei prossimi giorni, dopo la firma a palazzo Chigi, se ne aggiungerà presto un'altra che enumera alcuni beni oggi esclusi, tra cui gli Ipogei e alcune caserme. Ma cosa cambierà in termini di gestione? La Soprintendente afferma che, sostanzialmente, il sistema dei beni culturali è già gestito dalla Regione. Ma certamente il nuovo assetto comporterà alcuni oneri amministrativi, ed economici. Tra i simboli del nuovo corso della gestione del patrimonio culturale vi è certamente il teatro greco. E a tale proposito l'architetto Muti annuncia che il responsabile del dipartimento regionale, Gesualdo Campo, ha firmato il Regolamento per l'uso dei teatri antichi, tanto atteso a Siracusa dopo la querelle dello scorso anno per il concerto di Claudio Baglioni. Il regolamento è ora al vaglio della Soprintendenza e detta alcune regole ferree in termini di acustica, per esempio, e precauzioni dettagliate per il corretto utilizzo del monumento. «Il sito dev'essere tutelato - afferma Mariella Muti - e occorre adesso pensare al restauro della sua cavea. Per questo abbiamo fatto richiesta di 4 milioni euro attraverso i fondi Arcus, il cui bando è stato pubblicato nei giorni scorsi. Facciamo adesso appello alla deputazione nazionale perchè si impegni per ottenere le somme utili a questo intervento urgente». Infine, sulla possibilità di ulteriori eventi al teatro greco, la soprintendente afferma che le porte del sito si apriranno solo a manifestazioni «d'eccezione». «Il teatro greco ospiterà quest'estate solo il premio Vittorini, dopo le Rappresentazioni classiche - conclude -. E poi data la sua peculiarità e valore immateriale, gli stessi siracusani mal accettano che esso venga utilizzato per manifestazioni diverse dalle tragedie e affini, come il processo a Ulisse». 04062010