"Il mio stipendio per Galileo? Ne avrei bisogno anchio..." Dubbi, ma anche adesioni alla proposta dello storico di auto tassarsi Rettori e prof: "Caro Cardini, non cè solo Galileo..." I rettori degli atenei di Firenze e Siena. Docenti illustri come Adriano Prosperi o Paolo Caretti. Il direttore del Cerm Ivano Bertini. Ma anche i presidi di licei come il Michelangelo e il Castelnuovo. Il mondo delluniversità e della scuola prende posizione sullappello lanciato da Franco Cardini su Repubblica: «Rinunciamo a una settimana di stipendio per sostenere il Museo Galileo». Fra adesioni e qualche perplessità. Adesioni, perplessità, incertezze. Fa discutere lappello lanciato sulle pagine di Repubblica da Franco Cardini, il quale ha invitato tutti i docenti, dai maestri di scuola ai rettori dei tre atenei toscani, a sacrificare una settimana del proprio stipendio per sostenere gli enti culturali vittime dei tagli del governo. A cominciare dallIstituto e Museo di Storia della scienza. Sostiene Cardini il rettore fiorentino Alberto Tesi: «Uniniziativa importante per salvaguardare la memoria di rilevanti istituzioni culturali - dice - Si tratta di gesti che certamente non possono avere pretesa di soluzione, però rivestono un valore simbolico e costituiscono un forte segnale delle difficoltà che attraversano il mondo della cultura e della ricerca». Con lui anche il rettore delluniversità di Siena, Silvano Focardi: «Daccordo in linea di principio, ma aspettiamo di vedere come saranno fatti i tagli». E invece perplesso Ivano Bertini, direttore del Cerm: «In questo momento (ieri mattina, ndr) mi trovo al Miur, a Roma, perché Tremonti ha bloccato i 2 milioni che ogni anno il ministero ci dà per legge. Dovrei lanciare un appello anchio?». Qualche dubbio lo nutre anche lo storico Adriano Prosperi, della Normale di Pisa: «Uniniziativa generosa, ma il problema è più generale, e riguarda la dimensione criminale dei tagli che investono in primo luogo scuola e università. Ci vorrebbe una risposta forte dellintera società italiana». Mentre Sandro Rogari, ordinario a Scienze Politiche, afferma: «Aderisco volentieri, ma mi piacerebbe che parte della cifra raccolta andasse agli atenei per dottorati e borse per i giovani». Aderiscono allappello Franca Pecchioli e Riccardo Bruscagli, rispettivamente preside uscente e neoeletto di Lettere: «Ma attenti - avverte Bruscagli - a non far diventare il volontariato un metodo». Mentre il giurista Paolo Caretti afferma: «Se dovessi tagliarmi una settimana di stipendio, lo farei per il Maggio». Scettico Francesco Giunta, preside di Economia: «Daccordo a farlo una tantum. Ma raramente le azioni dimostrative risolvono i problemi». Entusiasta invece Massimo Morisi, di Scienze Politiche: «Per il Museo di Storia della scienza di settimane di stipendio me ne taglierei anche due». Perplessità nel mondo della scuola. «Trovo quella di Cardini più che altro una provocazione. La nostra è una realtà che già soffre molto a causa dei tagli», dice il preside del Michelangelo Massimo Primerano. Gli fa eco il dirigente del Castelnuovo, Giuseppe Di Lorenzo: «Non credo che gli insegnanti abbiano la possibilità oggettiva di fare altri sacrifici». «Mi aspettavo reazioni contrastanti - commenta Cardini - bisogna capire però che il carattere eccezionale di questo contributo è proprio quello di provenire da una categoria già iper tartassata, ma disposta a sacrificarsi per una causa importante».