Il regista ha presentato il video-provocazione "La nuova armata Brancaleone" ROMA. Mario Monicelli è un barricadero di 95 anni che non ci sta ai tagli alla cultura fatti dal governo e così ieri, rivolto agli studenti dell'Istituto per la Cinematografia Roberto Rossellini di Roma, li invita a ribellarsi, a «spingere con la forza e non tacere. Dovete usare la vostra forza per sovvertire, protestare. Fatelo voi che siete giovani. Io non ho più l'età». Un intervento, criticato poi dal ministro Bondi, che ha suscitato una standing ovation della sala dell'istituto dove si è svolta la proiezione di "La nuova armata Brancaleone" film scritto insieme a Mimmo Calopresti. In realtà più che un film, è uno scherzo provocatorio composto solo di qualche sequenza con tanto di titoli di testa e coda. Un pretesto per far scorrere, durante la breve proiezione, i titoli programmatici che indicano appunto come non sarà più possibile fare cinema con gli attuali tagli alla cultura. «Succederà che questo schermo rimarrà nero, senza immagini, senza parole. Succederà che i lavoratori di domani di cinema e tv non avranno un futuro. Perché si sta tagliando il loro presente. Perché si stanno negando i loro diritti di studenti». E ancora: «Succederà che l'unica scuola di cinema pubblica in Italia perderà materie fondamentali. E succederà anche che non sarà l'unica. Ragionieri, geometri, agrari, educatori, ricercatori tutti nella stessa barca, anzi, tutti parte di una nuova armata Brancaleone». Durante l'incontro in una scuola di cinema come la Rossellini in piena mobilitazione per i tagli che la colpiscono, Monicelli ha poi sostenuto come «la storia d'Italia è conosciuta all'estero solo per la sua cultura. Non siamo un Paese che ha avuto grandi generali, grandi personaggi storici, ma solo una forte collocazione culturale. È questa, l'unica cosa che ci viene da tutti riconosciuta all'estero, che si vuole oggi combattere». Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, come accennato, ha criticato le parole del regista: «Intellettuali come Monicelli non si rendono conto della gravità e delle conseguenze delle loro parole, non dovremmo sottovalutare il monito di Giampaolo Pansa quando avverte il montare nuovamente di un clima di odio che in Italia ha già prodotto una lunga stagione di violenza politica».