Nasce la lobby delle fondazioni "Salviamo la cultura a Milano" Finazzer: "Non va penalizzato chi è visrtuoso". In prima fila Piccolo, Triennale, Scala e Feltrinelli e tutte le eccellenze cittadine Tagli alla cultura nella manovra finanziaria, Milano non ci sta e organizza la resistenza. Pronta a difendersi con una lobby trasversale che accomuna opposizione e maggioranza, unite assieme alle fondazioni della città che rischiano il taglio dei contributi statali, annunciato dal ministro Tremonti. Le fondazioni hanno deciso ieri di dare vita a una lobby «culturale e politica a tutela di un modello Milano che offre in ambito culturale rendimenti di efficienza, efficacia e responsabilità sociale» spiega lassessore Finazzer Flory, primo attore delliniziativa. Lunedì spedirà una lettera-appello al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, firmata da lui e da oltre una ventina di fondazioni milanesi di editoria, cinema, biblioteche, teatri. Eccellenze culturali che potrebbero vedersi decurtare i finanziamenti statali, nonostante siano «un modello nella capacità di autofinanziarsi e di avere bilanci in ordine». Tra questi Piccolo Teatro, Feltrinelli, Triennale, Cineteca, Casa Manzoni e Boschi di Stefano, Hangar Bicocca, Pomeriggi Musicali, Lombardia Film Commission. Senza tralasciare la Scala «che condivide questo mio percorso» aggiunge Finazzer. La lettera - «poche righe ma ispirate alla verità» - verrà mandata anche ai ministri dellIstruzione, Gelmini, e dellEconomia, Tremonti, oltre che ai presidenti delle commissioni cultura di Camera e Senato. «Lintento è aiutare Bondi a calibrare i tagli con criteri di meritocrazia, per adottare un modello virtuoso di sviluppo attraverso la cultura, e per tutelare e promuovere il nostro modo di pensare - continua Finazzer - . Spero che il ministro raccolga lappello e dia una risposta seria alle nostre indicazioni». La lettera che vuole preservare la cultura milanese dai tagli della finanziaria non si limita, infatti, a protestare ma suggerisce soluzioni. La lobby trasversale si concretizza in un tavolo stabile di tutte le fondazioni che si incontreranno regolarmente per organizzarsi insieme. Come è successo ieri, durante la riunione in cui sono stati individuati alcuni punti fondamentali. A Bondi viene chiesto di poter lavorare su convenzioni triennali e non annuali, di riformare il fisco in modo da incentivare i privati a diventare mecenati, dando più visibilità agli sponsor che sostengono la cultura. Ma soprattutto di non agire con «tagli asimmetrici tra la cultura e gli altri settori - conclude Finazzer - . Da alcuni dati della Fondazione Feltrinelli emerge che nel settore cultura le decurtazioni arrivano al 50 per cento, mentre per altri settori dello Stato si fermano al 10 per cento. È inaccettabile». Ieri al tavolo cerano anche alcuni rappresentanti di maggioranza e opposizione che tradurranno la lettera in una mozione bipartisan per il consiglio comunale. Anche Pierfrancesco Majorino del Pd è daccordo: «I tagli gravissimi del governo alla cultura vanno impediti ad ogni costo. Ben venga la lobby trasversale a Milano».