L'assessore Panichi: ma lo Stato si tiene la stazione radio di Coltano impedendoci di investire Domus Galilaeana? Se passasse al Comune, non ci sarebbero i soldi per gestirla. Lo dice Silvia Panichi, assessore alla cultura. «Una cosa sola - afferma - pare certa, dopo la firma della manovra del Governo: la cultura, le sue attività, le sue istituzioni sono sotto attacco. Proprio per questo la Toscana e Pisa, che di cultura vivono, sono tra le regioni e le città più esposte. Bene fa il governatore Enrico Rossi a chiedere al Governo: "Ma conoscete bene le situazioni che state tagliando, o improvvisate?". Certo, i colpi dei tagli della manovra fanno male a tutti gli enti locali, dalle Regioni ai Comuni. Per noi toscani che abbiamo le gambe dello sviluppo legate anche a cultura-turismo e qualità della vita, il colpo è gravissimo. E per fortuna il presidente Napolitano ha stralciato dalla manovra la parte che riguarda la soppressione dei finanziamenti agli enti culturali; adesso si può aprire, me lo auguro, una fase in cui i risparmi, pur necessari, siano ragionati caso per caso, separando meriti evidenti da inutilità colpevoli. Vedremo come andrà a finire; vedremo se le Domus pisane (Galilei e Mazzini) saranno giudicate da tagliare». «Mentre assistiamo a questo "avanti-indrè" sui tagli - prosegue l'assessore -, lo Stato si prepara a passare ai Comuni una parte dei suoi beni, secondo le linee del decreto sul federalismo demaniale. Tra i beni che passerebbero al Comune, c'è la Domus Galilaeana. La questione è che, se insieme al passaggio si realizzassero i tagli, gli enti locali pisani non sarebbero, causa i bilanci falcidiati, in grado di assicurarne la gestione. Non ci sarebbe invece, sempre tra i beni che dovrebbero passare a Pisa, la stazione radiotelegrafica di Coltano. Rimanendo così le cose, il Comune, che pur vorrebbe riqualificarla e renderla museo, insieme all'Università, non potrebbe investirci nemmeno un euro (per legge). Toccherebbe allora al demanio statale, che in tutti questi anni poco o niente ha fatto per la stazione radiotelegrafica, intervenire».