Panchine rotte, reti divelte e ormai la manutenzione ordinaria non basta più. I vandali primo problema Zamperini: «Ci sono due progetti ma non è semplice intervenire» La zona è sottoposta al vincolo e ai pareri della Soprintendenza Il degrado ai giardini del castello avanza. Ma il Comune, per riqualificare l'intera area, dovrà prima ottenere il benestare della Soprintendenza ai beni architettonici. La sistemazione della zona verde pubblica, allestita nel dopoguerra tra la cinta est del maniero e via Roma, è un problema di cui, in municipio, si discute da tanto tempo. Basta una passeggiata nei giardinetti per notare che i piccoli interventi di manutenzione, eseguiti dall'amministrazione, non sono più sufficienti a mantenere lo spazio in condizioni ottimali. Nell'area del monumento agli artiglieri, il cannone è da anni coperto dalla ruggine. Una patina nera sta cominciando a rivestire la statua di Santa Barbara, pulita solo un paio di anni fa. Gli schienali di diverse panchine sono privi di stecche di legno e quelle rimaste sono state imbrattate dai vandali. La recinzione che separa il parco giochi dagli spazi per le passeggiate è stata abbattuta in diversi punti. Le aiuole, in alcuni tratti, sono prive di siepi. I cestini, talvolta, sono stracolmi di rifiuti e il monumento agli alpini caduti in Russia meriterebbe una ripulita. Nascosto dietro al bassorilievo in marmo, all'ingresso dei giardini, c'è il busto di Vittorio Bozzi, l'alpino a cui è intitolato il parco pubblico. Il piccolo monumento, dopo tre anni, non è ancora stato spostato vicino alla baita degli alpini, come era previsto. Nicola Terilli, consigliere dell'Unione di centro (Udc) ha invocato in assemblea la sistemazione dei giardinetti. «Sono sollecitato in maniera costante da molte mamme che frequentano il parco del castello», ha spiegato, «e si lamentano delle condizioni in cui versa. Mi hanno chiesto di attivarmi con l'assessore al patrimonio Luca Zamperini perché metta in moto la riqualificazione». Zamperini ha concordato sulle condizioni poco decorose dello spazio, ed ha rivelato che è in fase di studio una soluzione radicale. Anche se si profilano tempi lunghi per realizzarla. «Lo stato dei luoghi è sotto gli occhi di tutti», ha ammesso l'assessore, «poiché da molti anni non sono all'altezza della posizione centrale e dei fruitori, che sono soprattutto famiglie con bambini. È necessario un intervento significativo che dovrà essere approvato dal Consiglio». Depositate all'ufficio tecnico ci sono due proposte per l'abbellimento dell'area. Zamperini non ne rivela il contenuto, poiché sono tutt'ora al vaglio dell'amministrazione. «Uno dei due progetti è stato proposto dall'Università Ca' Foscari di Venezia», ha osservato, «ed è un masterplan, cioè un piano di indirizzo, che abbraccia non solo la zona esterna dei giardini, ma anche il castello e il suo interno». Prima di dare indicazioni sui lavori da avviare, il Comune incontrerà il soprintendente ai beni architettonici di Verona Andrea Alberti. Zamperini ha osservato: «Adottare proposte non è facile come per gli altri parchi comunali. In altre condizioni avremo risolto il problema con nuove pavimentazioni e una diversa distribuzione di aiuole, piante e spazi per il gioco. La vicinanza del castello ci impone l'adeguamento di ogni progetto ai dettami della Soprintendenza». L'assessore ha assicurato che, nel frattempo «realizzeremo, entro l'anno gli interventi minimi per garantire la fruibilità dei giardini, come la sostituzione delle attrezzature deteriorate, la nuova recinzione e la riparazione dei percorsi pedonali vicini all'auditorium». Per lo spostamento del busto di Bozzi occorrerà attendere il nulla osta della Soprintendenza regionale ai monumenti militari.