la prossima settimana prima riunione del consiglio di amministrazione Giambrone dal Maggio musicale, De Rosa dal Massimo di Palermo. Menini: «Indispensabile un grande manager» vincenzo galiano L'EX SOVRINTENDENTE del Maggio musicale fiorentino, Francesco Giambrone, e Eugenio De Rosa, pianista di chiara fama, già vicepresidente del Teatro Massimo di Palermo, sono in lizza per la guida del Carlo Felice. Dopo l'uscita di scena del commissario, Giuseppe Ferrazza, e la designazione dei cinque consiglieri istituzionali, è aperta la caccia al nuovo sovrintendente del teatro dell'opera. La prossima settimana dovrebbe tenersi la prima seduta del nuovo cda composto da Riccardo Garrone, indicato per il Comune dal sindaco Marta Vincenzi, Mario Menini e Sergio Maifredi, di nomina ministeriale, Silvio Ferrari, rappresentante della Regione, che ufficializzerà la decisione domani, e Mario Orlando, emissario di Finmeccanica, socio fondatore (e finanziatore). Per statuto, il nome del sovrintendente lo fa il sindaco, che è presidente di diritto della Fondazione. Ma i due consiglieri nominati da Bondi avvertono che, il loro, non sarà un semplice voto di ratifica. «A me preme che il nuovo sovrintendente non sia il solito pacco raccomandato dai partiti», dice Menini: «Deve essere un grande professionista, con grandi capacità manageriali e capace di affrontare, senza arroganza, una situazione difficile come quella del Carlo Felice». «Dobbiamo fare squadra», dice Maifredi: «Il cda deve prima definire il futuro del Carlo Felice, capire che macchina vuole mettere in pista, con le risorse disponibili, e poi cercare il pilota». Secondo Maifredi, inoltre, occorre ragionare su una rosa di nomi e non su una proposta pre-confezionata. «E comunque - aggiunge - non spenderei tutto per portare a Genova il grande nome ma cercherei qualcuno in grado di valorizzare i giovani talenti». Nella scelta del sovrintendente, questa volta, potrebbero avere un peso non indifferente i partner privati. Non a caso Garrone ha fatto sapere che accetterà l'incarico solo dietro adeguate garanzie dal punto di vista della sostenibilità economica, della produttività e dell'efficienza organizzativa dell'ente lirico. Il sovrintendente, in altre parole, dovrà anche avere requisiti manageriali, ritenuti indispensabili per il rilancio del teatro. Il quadro, com'è noto, è assai critico. «Quattro milioni di euro ancora da colmare per quest'anno e 11 milioni di debito consolidato», ricorda preoccupato Menini. Senza contare i tagli al Fus, il Fondo unico dello spettacolo, che pare destinato a perdere 100 milioni di euro per effetto della manovra anti-crisi. Con questi presupposti, procede febbrile la ricerca del nuovo timoniere del Carlo Felice. In passato era già trapelato il nome di Marco Tutino, sovrintendente e direttore artistico del Teatro comunale di Bologna: ma contro un'eventuale investitura di Tutino, che ha pubblicamente definito «bassa» la produttività del teatro genovese, sono insorti i lavoratori del Carlo Felice. Ora circolano i nomi di Francesco Giambrone e Eugenio De Rosa. Il primo non è stato confermato dal sindaco Matteo Renzi alla guida del teatro di Firenze: il nuovo sovrintendente, subentrato pochi giorni fa a Giambrone, è Francesca Colombo, ex responsabile delle co-produzioni della Scala di Milano. De Rosa, invece, è un musicista che ha diretto sul piano artistico l'Ente lirico di Cagliari.