Lagonia del Duse La Cancellieri chiederà un vertice con Bondi Il Commissario "Se posso andrò anche alla manifestazione di lunedì" «Se posso, andrò molto volentieri». Cauta a salire sulle barricate che i lavoratori del Duse preparano per lunedì sera contro il taglio dellEnte Teatrale Italiano da parte del governo, Anna Maria Cancellieri tratta dietro le quinte, in tandem col presidente dellEti Giuseppe Ferrazza e con lassessore regionale Massimo Mezzetti, per salvare il teatro. Pronta pure a scendere a Roma a bussare alla porta del Ministro Sandro Bondi, a chiedere fondi per vincere «unimportante battaglia che coinvolge molti teatri in tuttItalia». La priorità per la Cancellieri sono per ora i lavoratori. «E fondamentale sapere quel che accade al personale. Certamente sarà salvato, ma bisogna vedere come, anche per capire quali strade ci sono per il teatro. Per questo si deve aspettare il decreto di scioglimento dellEti». Poche parole che raccontano la corsa delle istituzioni per la salvezza del Duse. E le strategie in campo per riuscirci. A cominciare dalla missione romana di Mezzetti e della Cancellieri, per chiedere che sia il ministero (se non lEti) a pagare per i prossimi tre anni gli stipendi dei 28 dipendenti (600 mila euro lanno) e a garantire i costi della prossima stagione del Duse. «È una condizione imprescindibile - sottolinea Mezzetti -. Solo così nelle settimane scorse avevo rimesso attorno a un tavolo Ert, Arena del Sole, Legacoop e Fondazione del Monte, anche se questultima non è più interessata allacquisto dellimmobile. Leggo poi con interesse la disponibilità della Fondazione Carisbo espressa in queste ore. Contatterò al più presto il presidente Roversi Monaco». Mezzetti, da qualche settimana in Regione, aveva ripreso il piano per il salvataggio del Duse, da ascrivere nel progetto di costituzione di un teatro stabile regionale. Nei mesi scorsi questo processo aveva subìto dei rallentamenti. Lex assessore Alberto Ronchi aveva dato disponibilità a stanziare 300 mila euro. A questi si aggiungevano i 900 mila di Legacoop, mentre mancavano allappello i 300 mila del Comune, per le ritrosie della giunta Delbono. Ora invece il commissario Cancellieri sarebbe disposta a trovarli. Non da ultimo, cera una questione di equilibri fra Arena del Sole (Bologna) e Ert (Modena), i due protagonisti del futuro stabile regionale. AllErt Ronchi aveva posto la condizione di essere più orientato alla produzione teatrale piuttosto che alla gestione dei palcoscenici, condizione poco gradita da Ert, ma che ora sembrerebbe superata. «La sfida - conclude Mezzetti - si vince solo facendo entrare anche i privati nello stabile regionale. Per questo bisogna trovare la formula giuridica più appropriata». Una possibilità potrebbe allora essere quella di una fondazione di teatri e soci pubblici e privati.