Per il piano parcheggi in tredici sotto accusa: a luglio ludienza preliminare. I pm: presentate tabelle dei costi alterate E il direttore allurbanistica disse sullinchiesta: "Qui è arrivata una tranvata..." «Però questa storia sui parcheggi che hanno tutti un piano in meno ma chi c... glielo fa fare di fare sempre un piano di meno? Se avessero fatto unindagine prima si evitava anche un po di polemiche. Come disse lortolano quando mi fermai anchio a vedere il parcheggio alla Fortezza: "O che lo scoprono ora che cè lacqua, o che non hanno fatto le prove prima?". Era uno di quelli con la cassetta, capito? Cioè, voglio dire, non era un ingegnere, ecco». È il 15 febbraio 2008. Larchitetto Maurizio Talocchini, allepoca dirigente delledilizia privata in Palazzo Vecchio, commenta con una collega un articolo de LEspresso sullurbanistica fiorentina, sulla Baldassini Tognozzi Pontello (Btp) che fa la parte da leone negli appalti e sul tormento project financing studiato per dare a Firenze, a costo zero, il sottopasso di viale Strozzi e nuovi parcheggi (e rivelatosi invece un campo minato per il Comune e un disastro per la società di gestione dei parcheggi). Linchiesta - che vede coinvolte tredici persone, fra cui lex direttore dellurbanistica Gaetano Di Benedetto e lex amministratore delegato di Btp nonché presidente della società del project Firenze Mobilità Vincenzo Di Nardo, per reati che vanno dalla associazione a delinquere alla corruzione alla truffa - dovrebbe approdare alludienza preliminare il 5 luglio. I pm Giulio Monferini e Gianni Tei ipotizzano che la parte pubblica sia stata ingannata anche «con tabelle di costi alterate». Se fosse già in vigore la legge bavaglio, i giornali non avrebbero potuto ancora scriverne niente. Prima ancora, i magistrati non avrebbero potuto intercettare i telefoni per il tempo da loro ritenuto necessario, e non avrebbero potuto piazzare microspie nellufficio di Di Benedetto. Non si sarebbe sentito il direttore dellurbanistica allarmato dallinchiesta. «Qui è arrivata una tranvata», dice il 6 febbraio 2008. Il giorno successivo si preoccupa che le indagini «sputtanino» tutto il lavoro fatto e aggiunge: «Il più bellazzardo sarebbe che noi ci pentissimo». Non lo avremmo ascoltato mentre il 15 febbraio 2008 dice: «Bisogna fare una finzione di progetto». Né avremmo saputo di un verbale di ricognizione sottoscritto prima della ricognizione. Né di 80 mila euro lanno che il Comune getterebbe al vento a Peretola. Ma neppure si sarebbe ascoltato lo stesso Di Benedetto difendere il project: «Non si è mai visto a Firenze in tre anni far quattro opere di questa portata». E prendersela con la giustizia che, a suo dire, viene usata «per fermare i grandi processi (di cambiamento ndr) della società». (f.s.)
URBANISTICA - TOSCANA - Projet, spuntano nuove intercettazioni
Il Comune di Firenze è sotto accusa per il piano parcheggi in tredici sotto accusa. L'inchiesta, condotta dai pm Giulio Monferini e Gianni Tei, ipotizza che la parte pubblica sia stata ingannata con tabelle di costi alterate. Il direttore dell'urbanistica Gaetano Di Benedetto e l'amministratore delegato di Btp Vincenzo Di Nardo sono tra le persone coinvolte. L'inchiesta dovrebbe approdare all'udienza preliminare il 5 luglio. I magistrati ipotizzano che il Comune sia stato ingannato e che la società di gestione dei parcheggi sia stata truffata.
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