lavori pubblici e archeologia. Interviene la soprintendente Mariella Muti sui nuovi rinvenimenti «Nessuna sorpresa: sappiamo di camminare su una città antica». Commenta così la soprintendente Mariella Muti le ennesime nuove scoperte avvenute in occasione dei lavori pubblici alla Borgata, dove sono in corso da oltre un anno le operazioni per la nuova rete fognaria. Lavori rallentati dalle indagini archeologiche imposte dalla soprintendenza che vengono eseguite in tempi record per consentire il proseguimento dell'opera pubblica. L'ultima scoperta riguarda tracce di isolati di età bizantina, che si affiancano a quelli romani consentendo agli studiosi di avere un quadro più chiaro dell'evoluzione urbanistica della città antica. «Il problema vero - afferma l'architetto Muti - è che la Siracusa moderna è sopra quella antica. Noi viviamo sopra una città greca, romana, bizantina: è naturale che lavori pubblici diventino occasione per riportare in luce i reperti antichi. Tutto questo provoca anche un malumore per disagi alla circolazione e al commercio, ma alla fine la nostra opera si svolge con grande celerità». Gli archeologi della soprintendenza, infatti, una volta scoperti i rinvenimenti li studiano, rilevano e poi ricoprono per minimizzare i disagi alla cittadinanza. Questo è quanto accaduto in questi giorni in viale Teocrito dove sono in corso i lavori dell'Enel in una parte della carreggiata che hanno provocato malcontento da parte dei commercianti della zona, oltre che degli automobilisti per il rallentamento del traffico. «Vorrei rilanciare anche il concetto che i lavori nei siti Unesco dovrebbero avere una premialità - afferma Mariella Muti -, occorrono più risorse per gli scavi archeologici, prevedendo anche turni più lunghi laddove necessario e possibile per stringere i tempi. Insomma, credo sia opportuno studiare alcune eccezioni alla routine dei lavori pubblici per abbreviare i tempi sofferenza che questi provocano alla città». Da punto di vista archeologico, infine, la soprintendenza conferma l'intenzione di studiare e valorizzare quanto rinvenuto non solo ai fini scientifici. L'idea, infatti, è quella di allestire un'esposizione dei reperti più significativi tra quelli ritrovati alla Borgata e nelle zone interessate da lavori. «Vorremmo organizzare una mostra al Castello Maniace oppure a piazza Duomo - dice la soprintendente - e aspettiamo finanziamenti per poterlo fare, magari augurandoci anche il sostegno da parte di sponsor privati per dar vita a una sorta di esposizione-evento». i.d.b. 03062010