Pronto il passaggio di proprietà previsto dalla riforma federalista. Manca solo la firma di Palazzo Chigi Il professore Verde "Sono monumenti vincolati, nessun rischio di uso improprio" Nella lista anche i fari di Capo Gallo Ustica e Salina Passa di mano il conservatorio La documentazione per il passaggio di proprietà è già a disposizione del Consiglio dei ministri. Quando Palazzo Chigi deciderà di affrontare largomento e di approvare il documento (dovrebbe essere una pura formalità) 143 beni archeologici e monumentali della Sicilia diverranno patrimonio dellIsola. Dalla Valle dei Templi di Agrigento al Palazzo dei Normanni di Palermo, dalla zona archeologica di Segesta ai teatri greci di Siracusa e Taormina. Tutti finora sono stati di proprietà dello Stato ma grazie al federalismo demaniale da poco in attuazione verranno definitivamente ceduti alla Regione. Per farne cosa? «Per continuare a gestirli come lamministrazione siciliana ha fatto finora», afferma Giuseppe Verde, componente della commissione paritetica per lo statuto regionale che ha redatto il "passaggio di proprietà". Secondo il giurista, preside della facoltà di Giurisprudenza di Palermo, non esistono rischi su utilizzi impropri del patrimonio. La paura più grande è economico finanziaria e riguarda lindebitamento dellamministrazione dellIsola. Venti giorni fa la Regione siciliana è entrata nella top-ten mondiale degli enti a rischio insolvenza: significa che non è affidabile nella restituzione del denaro preso in prestito dalle banche. La notizia era inserita nel megapiano della Ue e della Bce a sostegno delleuro dopo il crac della Grecia. Dati smentiti seccamente dal governo regionale. Di fatto però lamministrazione dellIsola ha accumulato ormai mutui e prestiti per quasi 6 miliardi di euro. «È tecnicamente impossibile che il patrimonio storico culturale della Sicilia possa essere messo a garanzia di eventuali prestiti - assicura Verde - I nostri monumenti non corrono alcun rischio di questo genere. Il fatto che diverranno di proprietà della Regione ha un grande valore culturale perché rafforza lidentità del patrimonio della Sicilia. E poi, dal punto di vista amministrativo, garantirà allamministrazione siciliana il diritto di elaborare progetti gestionali in assoluta autonomia senza dovere interpellare lo Stato». Il federalismo demaniale "regala" alla Sicilia la Valle dei templi di Agrigento, larea archeologica di Cattolica Eraclea, il teatro greco di Taormina e quello di Siracusa. Nella zona aretusea diverranno "siciliani" e non più statali anche lorecchio di Dioniso, il tempio di Diana, e tutto il patrimonio greco e romano. A Catania il passaggio di proprietà interesserà Castello Ursino e il Sicolorum Ginnasium. A Palermo passeranno nella proprietà della Regione Palazzo Reale e Palazzo dei Normanni, ma non la Cappella Palatina che rientra nel fondo per gli edifici di culto e per questo fa capo al ministero degli Interni. Dallo Stato allamministrazione siciliana anche il parco della Favorita, il conservatorio di musica, il bastione di Porta SantAgata. E ancora: lex convento di San Domenico, lex collegio Massimo dei gesuiti, la torre antica allo Sperone. La Regione si appresta ad acquisire anche altri immobili. Il ministero della Difesa sta infatti ultimando la lista delle caserme inutilizzate che cederà allamministrazione siciliana. Certa anche la cessione dei fari di Capo Gallo a Palermo, Capo Peloro a Messina, Ustica, Salina, Vulcano, Realmonte e Capo Mulini ad Acireale.