Quasi settanta Comuni coinvolti oltre venti attrazioni e nove itinerari un parco riscopre i tesori del fiume «Che piacere, andar passeggiando su questa stessa strada tutti insieme! Andar fino allAdda in baroccio, e far merenda sulla riva». Così, Renzo Tramaglino pensa allAdda proprio mentre lo attraversa per sfuggire alla polizia che lo sta braccando, nel XVII capitolo dei Promessi Sposi. «Proprio sulla riva, e far vedere alle donne il luogo dove mi sono imbarcato, il prunaio da cui sono sceso, quel posto dove sono stato a guardare se cera un battello». Oggi un battello cè, anche se a guidarlo sono i dipendenti della Coclea, la cooperativa che gestisce la rivalutazione turistica del Parco Adda Nord. E al posto di Renzo in fuga, ci sono decine di escursionisti e di amanti della natura incontaminata che ogni settimana - a piedi, in bici o sulle barche - riscoprono i tesori e i segreti che il fiume nasconde. Sessantotto Comuni coinvolti, ventuno attrazioni turistiche, nove itinerari tematici. Una macchina organizzativa imponente ma agile, costituita da centri nevralgici sparsi lungo tutto il percorso del fiume che vanno a formare il "biodistretto dellAdda". «Insieme al consorzio di gestione Parco Adda Nord - spiega Andrea Biffi, presidente di Coclea - abbiamo dato vita al progetto "Abcd" (Adda biocultural district) con lobbiettivo di far convivere turismo sostenibile e valorizzazione del patrimonio. In pochi sanno che il corso del fiume ha una ricchezza incredibile che va dallarcheologia industriale ai castelli viscontei del rinascimento, dalle opere idrauliche dei Navigli alle decine di chiese romaniche di grande pregio». La formula natura più cultura è il leitmotiv di tutte le attività proposte. Il primo percorso in battello parte dallimbarcadero sotto il Monastero di Concesa, a Trezzo sullAdda. Proprio qui il Naviglio Martesana si distacca dal fiume e comincia la sua corsa parallela che si divide solo alle porte di Cassano, quando svolta verso Milano. Unimbarcazione scivola leggera lungo il percorso accompagnando i viaggiatori tra vecchie fabbriche abbandonate e ville di delizia. Il capitano del battello, mentre manovra il timone, descrive il panorama: le architetture del Naviglio, la vecchia cartiera Binda, la ruota meccanica che gira alla velocità della corrente. Tutto intorno la natura selvaggia che cresce sulle sponde e si sporge sullacqua regalando scorci suggestivi. Spostandosi invece sulla riva est del fiume, sempre allaltezza di Trezzo, si intuisce la punta del Castello di Crespi dAdda il "Villaggio ideale del lavoro" voluto a fine ottocento dalla famiglia Crespi nel contesto dellopificio tessile. Patrimonio mondiale dellUnesco, questa città in miniatura è oggi visitabile attraverso un percorso di audio guide "teatralizzate". Indossando cuffie e un lettore mp3, è possibile muoversi liberamente per le vie di Crespi con lausilio di un libro-oggetto e fotografie depoca, condotti indietro nel tempo da voci di attori e paesaggi sonori. Salendo poi più a nord, nella parte di fiume che attraversa la provincia di Lecco, cè invece la tratta navigabile dove, partendo dal molo di Imbersago, il traghetto elettrico "Addarella" arriva fino a Brivio, in un trionfo di flora e fauna caratteristiche. A contarle le mete e le escursioni disponibili lungo il fiume sono decine. Dai percorsi in mountain bike alle discese in gommone, dalle gite nei parchi faunistici alle visite dei musei tematici. Per tutte però la parola dordine è sostenibilità ambientale. «Negli ultimi anni lafflusso di gitanti domenicali ha portato centinaia di migliaia di persone e automobili che vanno ad intasare gli accessi al fiume più conosciuti - conclude Biffi - Noi ci siamo concentrati sulla viabilità compatibile: il nostro sogno sarebbe riuscire a portare le auto fuori dal parco».