Appello al presidente Caldoro affinchè renda operativo il programma di restauro e la fiscalità di vantaggio Qui vanno ospitate tutte le funzioni di cui la nuova Napoli ha bisogno, a cominciare dal sapere e dalla ricerca Il problema delle perduranti condizioni di degrado e delle prospettive di recupero del centro storico di Napoli costituisce oggi un tema di massimo allarme perché le prese di distanza del nuovo presidente della Regione nei confronti delle delibere della precedente giunta non si sono limitate a quelle del 2009. Ma mentre in molti auspicavano la sostituzione della costosa egemonia di Achille Bonito Oliva con una maggiore attenzione nei confronti degli intraprendenti, locali galleristi di arte contemporanea, è stata inopinatamente sospesa anche lattuazione della delibera del settembre 2007, relativa allaccordo di programma tra Regione, Comune, Curia e Soprintendenza. Sono stati quindi bloccati i fondi europei di 220 milioni di euro (integrati con altri finanziamenti fino a raggiungere circa 250 milioni) afferenti al "Programma per il centro storico Unesco" che prevedeva lapertura di alcuni cantieri in autunno. È loperazione da decenni auspicata dallopinione pubblica cittadina più sensibile al problema del restauro conservativo e della rivitalizzazione del centro storico, che costituisce un organismo unitario da salvaguardare nel suo complesso e nel contempo la maggiore risorsa per il rilancio culturale e occupazionale della città. È utile in questa occasione ribadire altresì che il centro storico la memoria storica-vivente della città si identifica anche con il suo cuore e il suo cervello nel senso che deve ulteriormente ospitare tutte le funzioni pregiate di cui la nuova Napoli ha bisogno, a cominciare da quelle del sapere e della ricerca. E ciò senza rinunciare, anzi esaltando, il suo carattere di grande, irripetibile monumento allaperto. Gli interventi di restauro previsti nel citato accordo di programma del 2007 e che quindi non hanno certo determinato lo sforamento del patto di stabilità in Regione sono orientati nella direzione prima indicata e individuano monumenti di grande interesse: ad esempio, antichi complessi conventuali selezionati dalla Curia, il completamento del Teatro romano dellAnticaglia, la riapertura del Museo Filangieri; interventi che daranno prestigio alla nuova giunta regionale e ubicati nellarea di Neapolis greco-romana, definita centro antico da coloro che vorrebbero anacronisticamente limitare la tutela ambientale a tale area della città. Si tratta insomma del primo intervento organico sul centro storico, programmato, sollecitato e affiancato dallUnesco, ma anche dal cardinale Sepe, che tutto faceva pensare fosse tempestivamente adottato dal nuovo presidente Caldoro, dal momento che è nel suo interesse promuovere un programma culturalmente qualificato. Egli peraltro nel corso della campagna elettorale ha dichiarato di voler incrementare con finanziamenti regionali i predetti fondi europei destinati al centro storico di Napoli. A tale proposito rammentiamo al governatore che la Camera dei deputati, dopo il citato accordo di programma del settembre 2007, approvò il 23 luglio 2008 un ordine del giorno dellonorevole Di Caterina (Pdl) e altri, che impegnava il governo ad «adottare iniziative dirette a dare impulso ai lavori di riqualificazione del centro storico di Napoli, patrimonio mondiale dellumanità». Rivolgiamo pertanto al presidente Caldoro un appello affinché renda subito operativo il programma di restauro del centro storico e sostenga anche lattivazione della fiscalità di vantaggio con detrazioni Irpef, previste dalla normativa europea, a favore delle iniziative imprenditoriali private per le operazioni di riqualificazione dello stesso centro storico (una misura fiscale diversa dalla zona franca urbana che ancora qualcuno si attarda a riproporre, mentre è adatta allinsediamento delle piccole industrie e non delle imprese artigianali e commerciali invece congeniali per i centri storici).
NAPOLI - Rivitalizziamo il centro storico
Riassunto in 200 parole:
Il centro storico di Napoli è in stato di degrado e le prese di distanza del nuovo presidente della Regione, Caldoro, nei confronti delle delibere della precedente giunta, sono un tema di allarme. Il programma di restauro del centro storico, previsto dal accordo di programma del 2007, è stato sospeso e i fondi europei di 220 milioni di euro sono stati bloccati. Il centro storico è un organismo unitario da salvaguardare e la sua rivitalizzazione è necessaria per il rilancio culturale e occupazionale della città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo