Trecentomila euro per organizzare quattro mostre sullimperatore Vespasiano nel suo bimillenario sono molti o sono pochi? La risposta non è ovvia: per saperlo bisogna avere competenza in materia, valutare il livello delle mostre, mettere in rapporto la spesa con altre congeneri e con le risorse a disposizione. Sono le famose competenze specifiche: ci sono ministeri, sovrintendenze, ragionierati, consulenti, autorità varie che ricevono uno stipendio pubblico proprio a questo scopo. Se lo Stato taglia "a prescindere", come direbbe Totò, le migliaia di Vespasiani e apparentati in corso dopera, mettendo in uno solo mucchio infame tutto il bene, tutto il male e tutto il così così, se ne deduce che lo Stato stesso non è in grado di valutare, competenza per competenza, settore per settore, come spende i suoi-nostri quattrini: in primo luogo gli stipendi conferiti a funzionari e tecnici che risultano implicitamente accusati di usare i suddetti quattrini a vanvera. Il primo clamoroso spreco, dunque, è questo: lo Stato autosovvenziona sue decisioni, e suoi decisori, dei quali lui per primo non si fida. E poi ricorre al solito commissariamento dellordinario nel nome di straordinarie emergenze. Ma le emergenze, come abbiamo recentemente scoperto, in genere ci costano più di Vespasiano.
Trecentomila euro per organizzare quattro mostre sullimperatore Vespasiano
Trecentomila euro per organizzare quattro mostre sullimperatore Vespasiano nel suo bimillenario sono molti o sono pochi? La risposta non è ovvia: per saperlo bisogna avere competenza in materia, valutare il livello delle mostre, mettere in rapporto la spesa con altre congeneri e con le risorse a disposizione. Sono le famose competenze specifiche: ci sono ministeri, sovrintendenze, ragionierati, consulenti, autorità varie che ricevono uno stipendio pubblico proprio a questo scopo. Se lo Stato taglia "a prescindere", come direbbe Totò, le migliaia di Vespasiani e apparentati in corso dopera, mettendo in uno solo mucchio infame tutto il bene, tutto il male e tutto il così così, se ne deduce che lo Stato stesso non è in grado di valutare, competenza per competenza, settore per settore, come spende i suoi-nostri quattrini: in primo luogo gli stipendi conferiti a funzionari e tecnici che risultano implicitamente accusati di usare i suddetti quattrini a vanvera. Il primo clamoroso spreco, dunque, è questo: lo Stato autosovvenziona sue decisioni, e suoi decisori, dei quali lui per primo non si fida. E poi ricorre al solito commissariamento dellordinario nel nome di straordinarie emergenze. Ma le emergenze, come abbiamo recentemente scoperto, in genere ci costano più di Vespasiano.
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