La fondazione e Nuova Scena si erano dette interessate al salvataggio Ora frenano: poco da fare. Domani l'assemblea dei dipendenti del teatro Da pagina 1 Il governo porta un altro teatro bolognese nella bufera: dopo il decreto Bondi che aveva fatto divampare lo scontro al Comunale, ora è la manovra di Tremonti che rischia di calare definitivamente il sipario sul Duse. Ma lo storico teatro di via Cartoleria è la punta di un iceberg di sofferenza per l'intero mondo culturale cittadino, perché i tagli previsti nella correzione della Finanziaria ridurranno drasticamente i finanziamenti l'Accademia Filarmonica, l'Accademia della Scienze, l'Istituto Cattaneo, la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XIII e probabilmente (anche se non figura ancora nella lista) l'Istituto Gramsci. La decisione governativa è solo l'ultimo atto della travagliata vicenda del teatro di via Cartoleria, già in dismissione da parte dell'Eti (Ente teatrale italiano) che lo gestisce: da tempo si discute di una possibile soluzione attraverso la fusione con l'Arena del Sole, ipotesi che doveva passare necessariamente da un accordo con gli enti locali (Regione e Comune, disponibile a ricapitalizzare Nuova Scena, la coop che gestisce l'Arena), e avviare il progetto di un teatro stabile regionale. Ora, l'ipotesi sfuma proprio mentre sta per scadere il contratto d'affitto (ad agosto) e gli altri soggetti culturali della città possono fare poco o nulla. «Premetto che già diverse volte l'Eti è stato a rischio soppressione e poi non se n'è fatto nulla afferma Paolo Cacchioli, direttore artistico dell'Arena del Sole , mi pare una situazione allucinante: non si può tagliare un ente senza considerare tutto ciò che ha intorno». Per Cacchioli è impraticabile un accordo fra teatri cittadini ed istituzioni locali senza l'Eti: «Sarebbe come navigare senza pilota prosegue : con l'aria che tira, i tagli al Fus e quest'ultima manovra che si abbatte sugli enti locali, come facciamo a prendere le redini di un'altra struttura?». E viene meno anche l'aiuto proposto in passato dalla Fondazione del Monte: «In tutta questa vicenda ci sono elementi di autentica amarezza», sostiene il presidente Marco Cammelli. «Tre anni fa, in condizioni ben diverse, eravamo disposti a dare una mano significativa continua a patto che si sciogliesse il nodo della gestione: oggi le condizioni si sono aggravate e quello che allora era possibile non lo è più, si è persa un'occasione». A tal proposito, l'assessore regionale alla cultura, Massimo Mezzetti, ribadisce «l'inaffidabilità» del ministero: «Stavamo ragionando su un progetto di recupero e di sviluppo, ora si rimette in discussione tutto». E il Duse pare lo specchio della difficile situazione del sistema culturale italiano: «È grave che si continui a tagliare alla cultura commenta Mariangela Pitturru, direttore artistico delle Celebrazioni , questo avvenimento accelera un fatto già noto perché del Duse si discute da anni». Per Giorgio Zagnoni, direttore artistico dell'Auditorium Manzoni, è necessaria una riforma dell'intero sistema. «Andiamo lentamente verso una morte certa della cultura dice i contributi pubblici sono sempre meno e i pochi privati che decidono di sostenere un teatro vengono lasciati soli; ecco perché insisto sulla necessità di incentivare con la defiscalizzazione, come avviene in altri paesi». Domani mattina i dipendenti del Duse si riuniranno: «Dobbiamo ancora metabolizzare ammette Marco Montanari, direttore artistico ma siamo sollevati nell'aver letto che il commissario Cancellieri non si arrende: anche noi non ci arrendiamo».
BOLOGNA - Tagli, Duse al capolinea Monte e Arena del Sole alzano bandiera bianca
La Fondazione e Nuova Scena si sono interessate al salvataggio del teatro Duse di Bologna, ma la situazione sembra sfumare. Il governo ha previsto tagli nella Finanziaria che ridurranno drasticamente i finanziamenti per l'Accademia Filarmonica, l'Accademia della Scienze, l'Istituto Cattaneo e probabilmente l'Istituto Gramsci. Il teatro Duse è già in dismissione da parte dell'Eti (Ente teatrale italiano) che lo gestisce. L'ipotesi di una fusione con l'Arena del Sole è stata avanzata, ma sembra sfumare. Gli enti locali (Regione e Comune) potrebbero ricapitalizzare Nuova Scena, la coop che gestisce l'Arena, ma la situazione è complicata.
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