Il commento Emendamenti condivisi, accordo maggioranza-opposizione, lassessore Masseroli ringrazia tutti, il sindaco scende in Consiglio comunale... È la grande festa del Pgt, il piano urbanistico che rivoluzionerà la città. Trattativa estenuante, decine di sedute saltate o sospese, tavoli più o meno ufficiali. Ma adesso, finalmente, è tutto ok. O quasi. Perché poi il centrosinistra tutto licenzia un comunicato in cui spiega che il Piano «è ricco di ambiguità e zone dombra». In particolare su due punti non esattamente secondari, cioè il meccanismo della perequazione, che è il cardine su cui ruota tutto il Pgt, e la tutela del Parco Sud. Dunque, spiegano Pd e alleati, «voteremo contro... il nostro giudizio complessivo sul Pgt non cambia». Ma allora, se non cambia, perché lopposizione ha acconsentito a ritirare le sue centinaia di emendamenti, concordando addirittura la data finale del via libera (il 28 giugno), spianando al centrodestra, con ciò, la strada per lapprovazione finale prima della scadenza della legislatura? Semplicemente incomprensibile. Certo è che le pressioni per lapprovazione del Pgt sono state, in questi mesi, enormi. A destra come a sinistra. Era in grande fermento tutta la galassia del business che ruota intorno alle costruzioni, ed è una galassia trasversale, molto sensibile al profumo dei milioni di euro in gioco e poco o nulla allinteresse dei cittadini. Poi, certo, Milano ha gran bisogno di regole nuove che superino la stagione degli interventi straordinari. Certo, il Pgt contiene anche alcuni principi corretti, insieme a una visione della città distorta dalla frenesia immobiliare. E certo, la lunghissima trattativa ha prodotto qualche risultato parziale apprezzabile. Ma se il Piano, nonostante i correttivi, è ancora «ricco di zone dombra e ambiguità» forse valeva la pena discuterne ancora, meglio se alla luce del sole. E cercare una soluzione nellinteresse della città e di coloro che ci vivono. Che non sempre coincide con le convenienze elettorali, quali che siano, e con quelle dei costruttori, di qualunque colore. (r.rh.)