Oliva: no al tunnel, porta solo più auto Si potranno edificare cento milioni di metri cubi: bisogna chiedersi se Milano può reggerli Giusto dare flessibilità ma gli uffici non sono preparati alla necessaria gestione pubblica Federico Oliva, presidente dellIstituto nazionale di urbanistica e professore del Politecnico, che cosa ne pensa del Piano di governo del territorio? «Qualche riserva ce lho, anche se il fatto che Milano si dia delle nuove regole dopo trentanni è positivo. Gli ultimi interventi, seppur importanti, sono stati del tutto casuali, senza alcuna strategia». Che cosa non la convince? «Prima di tutto il fatto che a parole il Pgt aspira a una dimensione metropolitana, ma di fatto non è così. Tutte le aree di trasformazione sono allinterno dei confini di Milano, le stesse linee metropolitane si fermano dove finisce la città. Il Piano non ha il respiro metropolitano che dovrebbe». Un domani arriveranno i piani di cintura urbana della Provincia che si occuperanno dellhinterland. «Milano è una città piccola come territorio e quasi interamente costruita. Concentrare tutte le volumetrie della perequazione allinterno della città rischia di non essere sostenibile». Il rischio è uneccessiva densificazione? «Sì. Nel Pgt si parla di 36 milioni di metri cubi in più (pari a 12 milioni di metri quadrati di superficie da edificare) solo nelle aree di trasformazione. A questi ne vanno aggiunti almeno il doppio, 72 milioni, come possibilità di intervento nelle aree già edificate. Su questo secondo punto il piano è molto generoso». Il totale supera i 100 milioni di metri cubi. «Appunto. Non mi spavento di fronte a questi numeri, quello che mi preoccupa è se la città è in grado di sostenerli. Una città che già soffre di eccessiva densità in alcune zone, di mancanza di verde, spazi pubblici, servizi e infrastrutture». Masseroli ha sempre difeso il suo Piano sostenendo la necessità di avere uno strumento più flessibile e meno rigido del vecchio piano regolatore. Lassenza di regole non è pericolosa? «Il passaggio a un piano più flessibile è importante ed era necessario. Il problema è che questo nuovo impianto comporta una capacità gestionale che non vedo nellamministrazione pubblica. Quando indebolisci il sistema delle regole devi avere una forte capacità di gestione per bilanciare». Uno dei punti cruciali della trattativa è stato il tunnel Rho-Linate. Lei è favorevole o contrario? «Contrario. Il progetto del tunnel sostiene ancora una volta le automobili come strumento di mobilità privilegiato. Luso dellauto va ridotto e basta. Invece Palazzo Marino fa ricorso a una serie di palliativi, come Ecopass, che non risolvono il problema dellinquinamento. Il tunnel è solo un ulteriore incentivo a muoversi in macchina per la città, anche se poi le auto finiranno sotto terra. Cosa succederà vicino alle rampe?». Cè stato un acceso dibattito anche sulle volumetrie nel Parco Sud. «Non sono contrario di principio alla compensazione di volumetrie per acquisizione di aree da parte del Comune, il problema è che la perequazione genera grande edificabilità che sarà localizzata in città». Che problemi potrebbero esserci? «Aumentare la densità di abitanti, o di terziario, genera problemi di mobilità, per esempio. Ma anche carenza di servizi. Masseroli continua a insistere che tutte le nuove trasformazioni urbanistiche avverranno su ferro, servite quindi da una mobilità di massa ed ecologica. Mi auguro che questo principio venga rispettato perché sappiamo bene che gli ultimi grandi interventi hanno fatto affidamento solo sullauto, dalla Bicocca a Citylife». Il Pgt porterà in città lhousing sociale. «Bene, purché per housing sociale si intenda edilizia in affitto a canone sociale e non vendita a prezzi calmierati perché è di questo che Milano ha bisogno».