Al voto sul nuovo Puc. Vincenzi: basta polemiche con Pericu UN PASSO avanti, prego: «Quello che conta, adesso, non è discutere sulle ragioni e le cause di quanto è avvenuto, ma evitare che a Genova si blocchi qualsiasi attività edilizia, con pesanti ricadute sulloccupazione e sullo sviluppo urbanistico», commenta Marta Vincenzi al termine dellincontro con imprese e sindacati sulla bocciatura del Puc da parte dei giudici amministrativi. E mentre stamani andrà in Sala Rossa la delibera "salvifica" approvata in giunta già venerdì, il sindaco cerca ora di dribblare altre polemiche col suo predecessore Giuseppe Perìcu, al quale invece non spiacerebbe, dopo tante accuse mezze dette e mezze intese, un confronto aperto con la Vincenzi (che, più volte, e anche nei giorni scorsi, ha sottolineato di aver avuto in sgradita eredità anche questa vicenda, una delle tante che comportano cause e ricorsi per lamministrazione da lei guidata). «Non era e non è mia intenzione muovere critiche rispetto al passato, per quanto è accaduto - fa sapere lei - Se errore cè stato, è stato commesso con lintento positivo di abbreviare una tempistica normativa troppo lunga e complessa. Stimo professionalmente Pericu e non ho mai inteso polemizzare con gli amministratori che mi hanno preceduto. Penso che oggi siamo tutti uniti nel non fermare il settore delledilizia e guardare avanti al nuovo modello di città che traguardiamo: di fronte a situazioni come queste, ciò che conta è far prevalere in tutti il buon senso e lunità». Una "stima professionale" che esclude le critiche alloperato della giunta precedente in materia di procedura urbanistica, ma non cancella il fatto che i due siano sotto il profilo personale, se non quello politico, agli antipodi. Ma oggi è il giorno del salvataggio, se non certo, almeno tentato. «Approvazione ora e per allora.... delle controdeduzioni alle modifiche da introdurre dufficio al Piano regolatore generale adottato con deliberazione del 16071997, modificata con deliberazione del 771999, così come indicate con decreto del presidente della giunta regionale in data 10.3.2000»: è il titolo un po criptico, ma soprattutto viaggiante nel tempo, della proposta numero 48 che con procedura durgenza il presidente del consiglio comunale, Giorgio Guerello, ha iscritto al primo punto dellordine del giorno di stamani. Una lunghissima riunione dei capogruppo, ieri pomeriggio, ha permesso di stabilire che, pur senza limiti di tempo negli interventi, tutti concordano che non ci sarà ostruzionismo: dalla Sala Rossa si uscirà con la delibera approvata, anche se il numero dei voti favorevoli resta tutto da vedere. Il "no" annunciato del Pdl, infatti, potrebbe anche trasformarsi in unastensione, visto linteresse che ha il mondo imprenditoriale nel mandare avanti regolarmente i cantieri aperti e quelli da far decollare. Anche perché, ha chiarito ancora la Vincenzi ieri - confermando peraltro che verrà depositato il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar - ora lobiettivo «è quello di arrivare rapidamente al nuovo Puc, al nuovo disegno di città con la partecipazione di tutti i soggetti economici e sociali. Il tema è anche quello della normativa attuale, che va adeguata ai tempi e alle procedure richieste dalla società moderna. Tempi certi e rapidi». Una voce per tutte a confermare che la strada intrapresa è convincente, è quella di Patrizia De Luise, presidente Confesercenti Liguria: «La nostra associazione è rassicurata dallimpegno preso dal sindaco Vincenzi ad operare su due binari, vale a dire mettere al riparo lattuale piano urbanistico da eventuali vizi formali e, contemporaneamente, guardare avanti per preparare un nuovo Puc, del quale la nostra città ha assolutamente bisogno per uno sviluppo futuro». De Luise sottolinea anche lapprezzamento per aver «chiamato a raccolta tutte le forze economiche, produttive e sociali per ragionare insieme su un problema così delicato e che riguarda tutte le attività economiche, non solo quelle direttamente interessate dal recente pronunciamento del Tar: una cooperazione fondamentale, a maggior ragione, alla luce del momento così delicato attraversato dalla nostra economia».