Il governo cancella le regole per distribuire soldi a suo arbitrio La scure del taglio dei contributi a enti culturali colpisce indirettamente anche Grosseto, almeno in un caso, che ci riguarda. Nella lista dei 232 c'è l'Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia, cui l'Isgrec è associato e di cui da anni la direttrice è membro del consiglio di amministrazione. Oggi è annunciato lo stralcio di questo capitolo della finanziaria, per intervento del Presidente della Repubblica. Rimane la consapevolezza che la cultura può continuare a essere il luogo verso cui far convergere i primi tagli della spesa pubblica. Ricerca scientifica, università, scuola sono oggetto non di investimento sul futuro, ma di riduzione di un impegno statale, che la comparazione con l'Europa rivela tra i più bassi. Abbiamo letto, nella lista: Domus Galileiana, Accademia Chigiana, Gabinetto Vieusseux... Una volta cancellata la regolare tabella in cui sono iscritti gli enti di rilievo nazionale sostenuti dal Ministero dei beni culturali, il 30 dei risparmi sarebbe stato distribuito a chi Premier e membri del Governo scegliessero di sostenere, a loro arbitrio. Non vi leggiamo, come qualcuno ha sostenuto, un sovrappiù di libertà, in quanto rinuncia della politica al controllo sulla cultura, inevitabile se la finanzia. È l'opposto: cancellazione di regole e cultura sotto tutela. Ma anche il segno di un processo di desertificazione della cultura, che asseconda - o produce? o è prodotto da? - un dilagare di modelli veicolati da un brutto mercato. L'Insmli, di cui siamo parte, conserva e gestisce un pezzo non piccolo di patrimonio dello Stato: archivi storici consegnati nel 1949 al suo fondatore, Ferruccio Parri. Analogamente, l'Isgrec nel suo territorio rende fruibili fondi archivistici di interesse collettivo. Quanto vale il patrimonio pubblico in beni culturali per chi ha pensato questi tagli? Non più del Comitato per la celebrazione del quarto centenario dalla morte di Alberico Gentili, che cadeva nel 2008! Non sappiamo prevedere, ora, il seguito di questa storia; niente ci autorizza ad essere ottimisti. Istituto storico grossetano della Resistenza e dell'età contemporanea
Un attacco alla storia e al patrimonio d'Italia
Il governo ha cancellato le regole per la distribuzione dei fondi a enti culturali, lasciando il controllo a chi sceglie di sostenere la cultura. La lista dei 232 enti che riceveranno fondi è stata eliminata, e ora è il Presidente della Repubblica a decidere chi riceverà i fondi. Questo taglio colpisce indirettamente anche Grosseto, in quanto l'Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia, cui l'Isgrec è associato, è stato eliminato dalla lista. La cultura è stata colpita, insieme alla ricerca scientifica e alle università, che sono state ridotte di impegno statale.
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