Salta la lista degli enti per i quali era previsto un ridimensionamento dei finanziamenti, ma il fondo per la cultura sarà dimezzato ROMA Via la black list che tagliava i finanziamenti ai 232 tra comitati ed enti culturali. Il presidente della Repubblica Napolitano firma la manovra del governo e la prima soddisfazione è per Bondi, che vede soddisfatte le sue richieste. I tagli alla cultura però restano, conti alla mano circa 10,7 milioni che spariscono subito già per l'anno in corso. Mentre malumori e mobilitazioni non si placano, anzi. «Sarà opposizione dura», annunciano dal Pd, «la cultura non può andare avanti con i tagli». Bondi, dopo i toni adirati dell'altra sera, è soddisfatto. Ringrazia Berlusconi, Tremonti e Letta «per la sensibilità che hanno dimostrato». Sarà lui a decidere entro 60 giorni dalla pubblicazione questa sera del testo nella gazzetta ufficiale se e come ripartire i sacrifici. Non è detto tra l'altro spiegano dal Collegio romano che il Ministero non decida all'ultimo momento di fare ricorso ad altri fondi per riempire qualche buco di questo settore. L'idea del ministro sembrerebbe comunque quella di salvare completamente le finanze di alcune eccellenze (10-12 enti tra cui senz'altro la scuola archeologica di Atene, la triennale, la quadriennale, la Rossini di Pesaro), tagliare i cordoni della borsa a qualche comitato meno importante e ripartire i sacrifici tra gli altri. Malumori e proteste sono comunque assicurati, anche perché anche ieri sono stati in tanti a ricordare l'eccellenza del proprio ente. Intanto gli studenti della Scuola di cinematografia hanno occupato pacificamente la loro sede a Roma. Poi c'è la questione dell'Eti, l'ente teatrale italiano, che la manovra include tra gli enti da sopprimere. Di fatto verrà accorpato al ministero dei Beni culturali, sotto il cappello della direzione generale dello spettacolo dal vivo. I dipendenti, 28 con contratto parastatale, 144 con contratti di tipo privatistico, sono in assemblea permanente da venerdì. Hanno lanciato una petizione sul web, fondato un gruppo facebook che ha già oltre mille adesioni. Dal ministero, i tecnici sottolineano che nessuno perderà il lavoro, i contratti verranno assorbiti dal Collegio Romano. Ma questo non basta a rasserenare gli animi: «il problema principale è quello dell'autonomia» spiegano dall'Eti alcuni lavoratori. Ci sono anche i tagli preventivati per il 2011, calcolati per ora intorno ai 50 milioni di euro. Bondi per ora tira il fiato, aveva protestato per non essere stato coinvolto nelle scelte, ha ottenuto di farle lui: «Mi metterò al lavoro con l'assoluta convinzione della necessità e giustezza della manovra, salvaguardando le eccellenze della nostra cultura».
Bondi accontentato... a metà: la "sforbiciata" c'è
Il presidente della Repubblica Napolitano ha firmato la manovra del governo, che prevede la dimezzazione del fondo per la cultura. I tagli alla cultura sono stati previsti per circa 10,7 milioni di euro, che spetteranno a comitati ed enti culturali. La scuola archeologica di Atene, la triennale, la quadriennale e la Rossini di Pesaro saranno tra le eccellenze che saranno salvate. I dipendenti dell'Eti, l'ente teatrale italiano, sono in assemblea permanente e hanno lanciato una petizione sul web. I lavoratori dell'Eti spiegano che il problema principale è quello dell'autonomia. I tagli preventivati per il 2011 sono calcolati per ora intorno ai 50 milioni di euro.
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