Le performance di 14 città europee messe a confronto in una ricerca di Confindustria: nellofferta culturale siamo primi Renzi: "Stiamo lavorando per migliorare le cose ma diamo una mano tutti insieme e basta lamentarsi" Prima in classifica per lofferta culturale, sul podio per la capacità di attrarre turismo e fiere. Ma tristemente terzultima per rispetto dei valori ambientali e rifiuti prodotti, quartultima per competitività tecnologica, accesso alla banda larga e numero di brevetti high tech e a metà classifica per dinamismo economico e tasso di crescita del Pil. E la ricerca sul «benchmarking» (la performance di unamministrazione pubblica misurata su più parametri) di 14 città europee di dimensioni simili a Firenze presentata ieri da Confindustria. Ne viene fuori che rispetto a città come Tolosa, Bordeaux, Venezia, Malaga, Siviglia, Dresda e Bruges, Firenze è al top per il numero di teatri, posti al cinema, musei, biblioteche e capacità di fare rete e non ha nulla da invidiare al resto dEuropa per accoglienza turistica (alberghi) ed economica (fiere, mostre) nonostante unaccessibilità infrastrutturale debole. Ma invece annaspa per il tasso di dinamismo economico (si misura sulla crescita del prodotto interno lordo locale e sul numero di nuove imprese) nonostante un buon tasso di occupazione, lotta per la retrocessione nella classifica che misura le virtù ambientali (polveri sottili in atmosfera, chilometri di piste ciclabili) e si colloca solo davanti a Malaga, Siviglia e Cracovia per luso e la produzione di tecnologia. Tutto sommato Firenze finisce a metà classifica ma non migliora rispetto ad una ricerca simile svolta nel 1999. «Restiamo lontani dalle città più dinamiche», commenta il presidente di Confindustria Firenze Giovanni Gentile, secondo cui la ricerca «ripropone un posizionamento di Firenze simile a 10 anni fa: Firenze non evolve mentre altre città della Ue lavorano su nuove traiettorie di sviluppo e innovazione, Firenze deve darsi una nuova e precisa strategia di crescita anche nei settori dove già è forte perché pur avendo una ricchezza ineguagliabile di beni culturali, non è in grado di utilizzarla con sistemi moderni come oggi fanno altre città meno ricche ma più attrezzate». Il sindaco Matteo Renzi ha da una parte incassato la diagnosi ammettendo che i 59 milioni di passeggeri che sbarcano a Santa Maria Novella ogni anno trovano una «pensilina degradata, un pratone malridotto, le bancarelle indecenti e indecorose accostate ad una delle chiese più belle del mondo, linquinamento visivo di cartelli stradali che si contraddicono uno con laltro e di bus turistici a due piani che prima o poi devono scomparire dal centro». Dallaltra però alla platea di Confindustria ha fatto notare che Firenze è stata considerata tra le migliori mete da «Trip Advisor», la più grande e rinomata community on line di viaggiatori al mondo e ha esortato tutti a «darsi da fare smettendola di lamentarsi come sta facendo il Comune che ha aperto Palazzo Vecchio tutte le notti», operazione dalla quale nello scorso fine settimana per la prima volta dopo un mese le casse comunali sono arrivate a guadagnare, incassando 1.800 euro contro i 1.300 di spesa. Renzi ha poi annunciato che il 7 giugno ha convocato nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio gli stati generali della pulizia della città mentre il 24 giugno per San Giovanni saranno presentati «cento luoghi da recuperare». Alla platea degli industriali riunita nella sede di via Valfonda Renzi ha anche detto che intende dire «stop allalberghizzazione della città» e invece intende presentare «entro 6 mesi uno studio di fattibilità per la circonvallazione Varlungo-Castello» ed «entro linizio di Pitti Uomo un piano di interventi per la Fortezza insieme al presidente della Regione Rossi».