OSSERVATORIO La competitività del nostro Paese si ferma sul governo delle aree metropolitane. Tre fatti incideranno sulla crescita italiana: 1) LAlta velocità ferroviaria che definirà gli assi di sviluppo e metterà in rete le aree urbane ridisegnando la dislocazione delle funzioni produttive; 2) La diffusione della banda larga essenziale per modernizzare queste aree; 3) Lattuazione del Federalismo fiscale, dal quale ci si attende una governance con funzioni più adeguate per i singoli territori. Le aree metropolitane sono protagoniste dellinnovazione dei sistemi produttivi; di una combinazione virtuosa di servizi e manifattura; della concentrazione di funzioni di ricerca; dello sviluppo di attività creative e culturali. Le aree metropolitane condividono peculiarità e complessità: costituiscono snodi economici nazionali con forti legami con lestero: i loro aeroporti movimentano il 76 dei passeggeri e l89 delle merci; concentrano lindustria finanziaria del Paese, con il 32 delle banche, il 48 dei depositi, il 52 degli impieghi; sono sede dei maggiori centri di istruzione universitaria. E su queste grandi città che si deve investire. Altrettanto strategica è la realizzazione di un nuovo sistema di relazioni e di azioni delle associazioni territoriali di Confindustria per far sì che si affrontino in modo coordinato tematiche comuni: dalla gestione della mobilità, al recupero delle aree dismesse, dalla digitalizzazione dei servizi, al recupero e al decoro dei centri storici, ai problemi dellimmigrazione, fino a temi che impattano sul nuovo ruolo della rappresentanza nei settori del turismo, della sanità, dei beni culturali, dellentertainment, della grande distribuzione. Tutte tematiche di rilievo per le grandi aree urbane e di peso specialissimo per Roma, le cui dimensioni spaziali e di influenza hanno riflessi e si connettono da tempo in un ambito sovra-provinciale. Eppure restano lontane sia la definizione dellassetto istituzionale sia la dimensione geo-economica ottimale della nostra area metropolitana. Latita unidea di geopolitica nazionale: i confini interni non devono essere negoziabili così come la scelta sul numero delle province, che finora hanno continuato a crescere. Nelle nostre associazioni, a Roma e nel Lazio, si sta lavorando ad un nuovo soggetto associativo che muta nella sostanza il suo modello organizzativo territoriale e supera i confini provinciali, per rispondere alla domanda esplicita del territorio e per realizzare linnovazione anche nella sfera della rappresentanza. Dare corso ad una semplificazione della rappresentanza produce una nuova visione ormai indispensabile della modernità. Di questo passo i nostri 'corpi intermedi si troveranno ad operare in termini di supplenza nei confronti di un tessuto organizzativo di contorno che sul territorio non riesce ad aggiornare il suo vocabolario di attualità. Basterebbe cominciare con la costituzione vera delle città metropolitane prima ancora di parlare del numero delle province da eliminare. Daniela Quaranta Leoni-Centro Studi UIR
ROMA - Dove investire e dove puntare perché Roma sia davvero capitale
L'articolo di Daniela Quaranta Leoni, esperta del Centro Studi UIR, mette in discussione la competitività del Paese, che si ferma sul governo delle aree metropolitane. Tre fattori saranno fondamentali per la crescita italiana: l'alta velocità ferroviaria, la diffusione della banda larga e l'attuazione del Federalismo fiscale. Le aree metropolitane sono protagoniste dell'innovazione dei sistemi produttivi, della concentrazione di funzioni di ricerca e dello sviluppo di attività creative e culturali. Tuttavia, queste aree condividono peculiarità e complessità, come la concentrazione dell'industria finanziaria e dei centri di istruzione universitaria.
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