"I pennelli fai-da-te creano altri danni" Non piace neppure il portico ridipinto al DallAra. La replica: "Lavoro ancora da finire" GLI interventi dei volontari anti-writer che, per conto dellAscom, hanno ripulito piazza Aldrovandi e il portico del DallAra, rischiano di essere peggiori del male. Lo afferma il direttore regionale per i beni culturali Carla Di Francesco, che ha scritto una lettera allassociazione dei commercianti e per conoscenza al commissario Cancellieri. «E per il portico del DallAra non siamo nemmeno stati avvertiti». STOP alloperazione "pennello selvaggio": certi interventi un po avventurosi, per rimediare ai danni lasciati dai writer sui muri di Bologna, rischiano di essere peggiori del male. Il direttore regionale per i beni culturali e del paesaggio Carla Di Francesco nei giorni scorsi ha dato unocchiata al lavoro dei volontari Ascom in piazza Aldrovandi e in via Petroni, dove sono state cancellate le tag dei writer. E ciò che ha visto non le piace. Tanto che è tornata subito in ufficio e ha scritto una lettera piuttosto dura per lassociazione dei commercianti, che ha "adottato" piazza Aldrovandi, e per conoscenza al commissario straordinario Cancellieri, capofila del progetto "Bologna Civitas". In discussione naturalmente non cè lintervento e la voglia di fare dei cittadini. Cè il metodo. «Desta molta preoccupazione - scrive il Soprintendente - la realizzazione di interventi "fai da te" effettuati con metodologie improprie e dannose, quali la copertura dei danni con strati di vernice. Tali interventi che sono stati già eseguiti, ad esempio nella zona di piazza Aldrovandi, aggiungono danno al danno aggravando la situazione e rendendo più difficile la corretta rimozione del vandalismo grafico. E inoltre si pongono in maniera del tutto contraddittoria e antitetica rispetto a un corretto modo di operare». Il giorno successivo i volontari con le pettorine arancioni dellAscom hanno rimesso a nuovo, a modo loro, il portico dello stadio in piazza della Pace. «Non siamo neppure stati avvisati - protesta Di Francesco - e anche qui vale il discorso precedente: bisogna assolutamente evitare pericolose fughe in avanti. Peraltro, il portico del DallAra è pure vincolato». Anche qui una verniciatura "avventurosa", e presto partirà unaltra lettera per Ascom e Comune. Le preoccupazioni della Soprintendenza sono condivisibili: le 106 colonne che fiancheggiano la Torre di Maratona sono state ridipinte solo a metà e la differenza di tinta si vede, nella foto accanto. «Ma torneremo a finire il lavoro - si difende Vincenzo Ritacca, direttore del Cires, il consorzio che per conto dellAscom dovrebbe coordinare i volontari, e che in piazza della Pace ha consegnato vernice e pennelli a un gruppetto di tifosi del Bologna -. E evidente che non lasceremo il portico così». Ma a sentire la Di Francesco, anche questo è un lavoro sbagliato, una "ricopertura" grossolana. Insomma, roba da "imbianchini". Il restauro è tuttaltro. «Pur ritrovando le migliori intenzioni di codesta associazione - sta scritto nella missiva per lAscom - nel coinvolgimento della cittadinanza nelloperazione pulizia, si deve ribadire che i volontari devono essere organizzati, istruiti e guidati da tecnici esperti, pena il fallimento dellintera lotta ai graffiti intrapresa dalle pubbliche amministrazioni». Un altro no allarmata del pennello. «Chiediamo allAscom di effettuare gli interventi programmati nel rispetto delle linee guida, peraltro già pubblicate sul sito del Comune».
BOLOGNA - Graffiti, la soprintendente scrive allAscom: sbagliati gli interventi anti-writer
Il direttore regionale per i beni culturali Carla Di Francesco ha scritto una lettera all'associazione Ascom e al commissario Cancellieri, criticando gli interventi dei volontari anti-writer che hanno ripulito piazza Aldrovandi e il portico del DallAra. Di Francesco afferma che tali interventi rischiano di essere peggiori del male e che devono essere effettuati con metodologie improprie e dannose. Ha anche scritto una lettera per l'Ascom e per conoscenza al commissario Cancellieri, protestando per il fatto che i volontari non le hanno avvisata prima di intervenire sul portico del DallAra.
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