Napolitano firma la manovra che da ieri sera è al Senato Saranno soppressi 21 istituti, tra cui lIsae, lEnte teatrale e lEnte per la montagna ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato la manovra da 24,9 miliardi e ieri sera il testo - annunciato dal presidente dellassemblea Schifani - è giunto in Senato. Dopo una settimana di passione (il governo ha varato il testo il 25 maggio), il "decretone" di riaggiustamento dei conti pubblici per l1,6 per cento del Pil comincia il cammino parlamentare dove tuttavia non sono escluse sorprese e nuovi scontri. Lultimo confronto tra Palazzo Chigi e Quirinale ha portato ad ulteriori modifiche e correzioni, soprattutto sul fronte della cultura e degli enti di ricerca. Salta la decimazione dei 232 enti di cultura, che aveva provocato la protesta persino del ministro per la Cultura Sandro Bondi: resta il taglio del 50 per cento dei fondi ma saranno i ministri competenti a stabilire dove ridurre le risorse. Ripescati allultimo momento anche alcuni enti di ricerca avanzata, come quelli per lastrofisica, loceanografia, lalta matematica che sarebbero dovuti passare al Cnr. Salvi anche la stazione Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, la Domus galileana di Pisa e la Scuola archeologica di Atene-Roma. Sopravvive anche lIsfol (formazione professionale) mentre resta confermata la soppressione per lIsae (ricerca economica), lEti (ente teatrale) e lEnte italiano per la montagna (in tutto gli organismi soppressi saranno 21). Ancora giallo intorno alla sanatoria legata allaccatastamento dei due milioni di immobili fantasma individuati dallAgenzia del territorio: larticolo rimane in vita, con il riferimento anche agli interventi edilizi vari, ma manca il comma che prevede lo sconto sulle sanzioni fiscali, cioè lessenza della definizione agevolata. Si dispone soltanto che gli interessati dichiarino entro il 31 dicembre di questanno gli aggiornamenti catastali e si obbligano i notai, per il futuro, a garantire sullaccatastamento al momento del rogito pena la nullità del contratto. Non è escluso che lintera partita si giocherà alla Camera. Tra le novità dellultima ora un nuovo differimento dellacconto Irpef per il periodo di imposta 2011 e 2012: la manovra dà la possibilità al Tesoro di varare la misura (come avvenne lo scorso anno in coincidenza con gli incassi dello scudo fiscale) e prevede 2,3 miliardi per lacconto sul 2011 e 600 milioni per lanno seguente. Si precisa anche lentità dei tagli ai ministeri: in due anni subiranno una riduzione delle spese per 4,6 miliardi. In prima fila, per il solo 2011, cè il ministero dello Sviluppo con oltre 963 milioni di tagli, buona parte proviene dal capitolo «sviluppo e riequilibrio territoriale». Segue, in ordine di consistenza, il Tesoro, con 712 milioni di riduzioni, in particolare a carico del «diritto alla mobilità». Dopo il varo da parte del consiglio dei ministri la manovra ha tuttavia perso molti pezzi: il taglio delle province finirà in un disegno di legge, sparisce il prelievo sulle pensioni doro e laccelerazione delletà pensionabile per le donne. La rateizzazione delle liquidazioni sarà scaglionata e sono salve quelle sotto i 90 mila euro. Sale anche da 130 a 150 mila euro la soglia di stipendio oltre la quale i dirigenti pubblici subiranno il prelievo del 10 per cento. Scompare anche il parametro del reddito per le indennità di accompagnamento degli invalidi. Per quanto riguarda il contratto 2008-2009 dei dipendenti pubblici, laumento del 3,2 per cento stabilito dal decreto potrà essere derogato oltre che da Vigili del Fuoco e Polizia anche - novità dellultima ora - dalle Forze armate.