ROMA. Via la black list che tagliava i finanziamenti ai 232 tra comitati ed enti culturali. Il presidente della Repubblica Napolitano firma la manovra del governo e il primo contentino e è per Bondi, che vede soddisfatte le sue richieste. I tagli alla cultura però restano, conti alla mano circa 10,7 milioni che spariscono subito già per l'anno in corso. Mentre malumori e mobilitazioni non si placano, anzi. «Sarà opposizione dura», annunciano dal pd, «la cultura non può andare avanti con i tagli». Bondi, dopo i toni adirati dell'altra sera, è soddisfatto. Sarà lui a decidere - entro 60 giorni dalla pubblicazione ieri sera del testo nella gazzetta ufficiale - se e come ripartire i sacrifici. L'idea del ministro sembrerebbe comunque quella di salvare completamente le finanze di alcune eccellenze (10 -12 enti tra cui senz'altro la scuola archeologica di Atene, la triennale, la quadriennale, la Rossini di Pesaro), tagliare i cordoni della borsa a qualche comitato meno importante e ripartire i sacrifici tra gli altri. Malumori e proteste sono comunque assicurati, anche perchè anche oggi sono in tanti a ricordare l'eccellenza del proprio ente.
Restano 10,7 milioni di tagli alla cultura Bondi è soddisfatto, ma monta la protesta
ROMA. Via la black list che tagliava i finanziamenti ai 232 tra comitati ed enti culturali. Il presidente della Repubblica Napolitano firma la manovra del governo e il primo contentino e è per Bondi, che vede soddisfatte le sue richieste. I tagli alla cultura però restano, conti alla mano circa 10,7 milioni che spariscono subito già per l'anno in corso. Mentre malumori e mobilitazioni non si placano, anzi. Sarà opposizione dura, annunciano dal pd, la cultura non può andare avanti con i tagli. Bondi, dopo i toni adirati dell'altra sera, è soddisfatto. Sarà lui a decidere - entro 60 giorni dalla pubblicazione ieri sera del testo nella gazzetta ufficiale - se e come ripartire i sacrifici. L'idea del ministro sembrerebbe comunque quella di salvare completamente le finanze di alcune eccellenze (10 -12 enti tra cui senz'altro la scuola archeologica di Atene, la triennale, la quadriennale, la Rossini di Pesaro), tagliare i cordoni della borsa a qualche comitato meno importante e ripartire i sacrifici tra gli altri. Malumori e proteste sono comunque assicurati, anche perchè anche oggi sono in tanti a ricordare l'eccellenza del proprio ente.
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