I fondi saranno tutti impiegati per 44 interventi di restauro entro il 2010 Partiamo da una non notizia: gli scavi di Pompei stavano per essere estromessi dal patrimonio Unesco. Dal '97, data del riconoscimento, mancava infatti il piano di gestione del sito. Poi a febbraio del 2009 si è insediato il nuovo commissario straordinario Marcello Fiori, ha preso di petto la questione e ha fatto redigere l'indispensabile documento che a giugno prossimo sarà depositato. Costo dell'operazione? Appena 50mila euro. La "non notizia" è utile a comprendere come andavano e come vanno, da un anno a questa parte, le cose nel secondo parco archeologico più visitato del mondo: problemi vecchi quasi quanto i reperti custoditi, da molti giudicati irrisolvibili, da nessuno risolti prima che arrivasse questo cinquantenne romano con volto cordiale e piglio deciso, da anni in Protezione civile alla corte di Guido Bertolaso. Come il suo predecessore Renato Profili, Fiori ha "superpoteri" che lo sottraggono a interminabili dispute con funzionari dei Beni culturali e maestranze. La differenza è che non si fa scrupoli quando si tratta di usarli. L'ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo da anni denunciava la carenza di risorse per la gestione di Pompei? Fiori arriva, a sorpresa scopre nelle casse della Soprintendenza un "tesoretto" mai speso da 40 milioni e in poco più di un anno ne impiega 37,4 milioni attraverso una quarantina di gare. Soldi che nel 90,5 dei casi servono a messa in sicurezza e tutela del patrimonio. Per l'anno 2010 prende 18 milioni provenienti da proventi di botteghino, li unisce ad altri 21 milioni di fondi Fas e con questa nuova dote di 39 milioni programma altri 44 interventi (si va dal restauro della Casa del Marinaio per 1,58 milioni alla messa in sicurezza delle diverse regiones del sito per 9,4 milioni). «Entro fine 2010 - commenta Fiori, il cui mandato è stato di recente prorogato di un anno - conto almeno di appaltare questi interventi, lasciandoli in eredità alla Fondazione che per allora sarà chiamata a gestire gli scavi». Il sito, per ammissione dello stesso ministro della Cultura Sandro Bondi, viaggia infatti verso un modello di gestione all'americana, con un ente partecipato da stato e regione che se ne farà carico con l'ausilio di investitori privati. Alla Soprintendenza resteranno i soli compiti di tutela del patrimonio, di certo non l'onere di bandire appalti e fare marketing. «Solo così - continua il commissario - Pompei può arrivare a svolgere il ruolo che merita». Di problemi con i quali confrontarsi Fiori ne ha trovati eccome. Partendo dai 165 custodi, spina nel fianco di ogni soprintendente. «Ho ristrutturato le loro guardiole, - racconta il commissario - li ho dotati di ricetrasmittenti ma soprattutto li ho fatti lavorare e, quindi, guadagnare di più. È bastato rendere visitabili altre domus». C'era il problema dei commercianti ambulanti che occupavano abusivamente il territorio della soprintendenza. «Adesso - spiega Fiori - si sono ridotti di numero e occupano solo aree comunali. La vera sfida, però, è qualificare la loro offerta merceologica. Se ci riusciremo, ci sarà un futuro anche per loro». C'era il problema del randagismo, «risolto - dice ancora il commissario - con un protocollo con la Lav: molti cani che prima circolavano per l'area sono stati adottati, ora ne restano solo sette, sterilizzati, puliti e con tanto di collare». A breve partirà il progetto "Friendly Pompeii", con un percorso da tre ore per i disabili, sarà istituito un albo delle guide turistiche autorizzate, per mettere fuorigioco i "ciceroni" improvvisati, e stipulata una partnership con la guardia di finanza affinché siano divelti cartelli stradali ingannevoli che indicano per scavi di Pompei gli accessi di costosissimi parcheggi. Sul fronte del marketing, tornano le visite notturne de "Le lune di Pompei", fa il suo debutto un percorso ciclabile e per l'estate, con l'ausilio del Teatro San Carlo, il Teatro Grande riaprirà alla grande musica classica (il prologo è in programma con il maestro Riccardo Muti il prossimo 10 giugno nell'ambito di iniziative connesse al varo di alcuni investimenti privati nell'area orientale di Napoli). E i visitatori? Nei primi quattro mesi del 2010 si attestano a 511mila unità, il 10,8 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.