Il sindaco di Grosseto: «Il governo taglia le risorse e ci addossa la gestione di ruderi. Poi se restano tali è colpa nostra» Sembra il gioco televisivo dei pacchi. Dentro c'è un tesoro o una fregatura? Se lo chiedono scettici i sindaci della Toscana. Il pacco sono i 1.329 beni che il decreto sul federalismo demaniale dovrebbe trasferire a comuni, province e Regione. Da ex caserme a terreni. Da strade a greti di fiumi. Da lungomari a pinete marine. Possono essere delle risorse importanti per i comuni, ma anche dei pesi economicamente difficili da gestire: «E' una mezza fregatura...», sottolinea senza infiocchettare troppo il giudizio il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi. «Lo Stato ci rovescia addosso dei beni che non sa gestire o per i quali non ha soldi. E noi? Proprio nel momento in cui taglia le risorse agli enti locali, il governo gli addossa anche la gestione di beni scomodi. Così se un rudere rimane tale la colpa è di noi sindaci», protesta il primo cittadino di Grosseto. Che fa l'esempio dell'ex edificio del Catasto, nel comune maremmano. «Possiamo anche restaurarlo e costruirci degli appartamenti. L'idea sarebbe buona, ma il Comune non ha i soldi per restaurare il rudere e quindi il rischio è che continui a rimanere nel suo stato di degrado». I terreni di Grosseto. Tuttavia proprio Bonifazi guarda anche al pacco mezzo pieno. Dice infatti che nell'elenco del Demanio c'è anche l'area ex Diversivo dove ci sono la caserma dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza. «Lì ci sono terreni interessanti, che se ci vengono trasferiti li potremmo usare per costrurici una scuola di 15 classi e la sede dei vigili urbani. Due opere per noi prioritarie. Se potremo risparmiare sui terreni, per le casse comunali sarebbe un bel regalo, almeno di 2-3 milioni», sottolinea il sindaco. E, siccome di terreni, è pieno zeppo l'elenco demaniale, il trasferimento di molti di questi beni può anche rivelarsi una leva per il rilancio dell'edilizia. Tesoro o fregatura? Anche il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi sorride al decreto del federalismo fiscale legato ai beni di proprietà dello Stato. «Se ci trasferiscono le ex caserme per noi è importante perché lì potremmo costruire 30-40 alloggi di edilizia popolare...», spiega il sindaco. Però mette anche in guardia dal piano del governo: «Il federalismo demaniale è stato troppo sovradimensionato. E' un segnale positivo. Ma con molti limiti. Ad esempio come può un comune gestire anche i greti dei fiumi?». E si torna così al pacco e ai sospetti: tesoro o fregatura? La Domus di Galileo. Forse il sindaco che sembra trasudare più scetticismo è il pisano Marco Filippeschi, che è anche presidente della lega delle autonomie: «Come Lega abbiamo chiesto ad una società di fare una valutazione di questi beni demaniali perché non è che lo Stato ce li regala. Bisogna capire intanto quanto valgono. E poi, come sindaco di Pisa, dico subito che la Domus Galileana, sede del museo dedicato all'astronomo, noi non siamo in grado di gestirla». Come dire, no, grazie. Invece interessa l'ex centro radio di Coltano (4,8 milioni di euro). Filippeschi sostiene che lì, in quell'area, potrebbero farci un piccolo museo del parco della Tenuta di Coltano e anche attività universitarie legate alla telecomunicazioni». Lungomare a Massa. Anche il sindaco di Massa Roberto Pucci imposta la valutazione sul federalismo demaniale in termini economici: «Il trasferimento non è gratis perché il valore del bene verrà detratto dai trasferimenti dello Stato. Per questo occorrerà verificare la compatibilità economica». Come dire, prima di accettare il pacco vogliamo vedere bene cosa contiene... A Massa dovrebbero passare al comune alcuni lungomari e in provincia, per la precisione ad Aulla, l'ex polverificio militare di Pallerone (3,4 milioni di euro) e della Colombera (6,8 milioni). Se Pucci vuol vedere il pacco, il sindaco di Viareggio Luca Lunardini (lungomari, cantieri e ex campo di tiro a segno) lo prende a occhi chiusi: «Ci guadagneremo di sicuro». Fede di un sindaco di destra? No, anche uno di sinistra come il piombinese Gianni Anselmi: «E' sicuramente una svolta. Se questi beni ci verranno trasferiti sappiamo cosa farne. Pensiamo a valorizzazioni nel campo delle politiche della memoria, turistiche e culturali», conclude. E le province? E la Regione? Il presidente Enrico Rossi fa sapere che non parla finché non conosce bene il decreto. I pacchi sono ancora in via di definizione. «Si tratta di capire bene, valutare...», dicono in Regione con aria molto sospettosa...
Lo Stato regala, e poi? Tanti beni ai comuni, ma c'è chi non li vuole
Il governo ha deciso di trasferire 1.329 beni di proprietà demaniale a comuni, province e Regione. Il decreto sul federalismo demaniale prevede il trasferimento di beni come caserme, strade, terreni e lungomari. Tuttavia, i sindaci di diverse città esprimono scetticismo sul piano del governo, sostenendo che il governo taglia le risorse agli enti locali e poi addossa loro la gestione di beni scomodi. Alcuni sindaci, come quello di Grosseto Emilio Bonifazi, sostengono che il governo gli addossa la gestione di ruderi e che il trasferimento di questi beni potrebbe essere una fregatura.
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