Tagli. Il ministro della cultura critica il collega ma molti lo sfidano a dimettersi ROMA. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi si sente «esautorato» e deve sentirsi anche un po' in imbarazzo per quella lista che, per restare solo alla letteratura, cancella i nomi di Dante Alighieri ed Alberto Moravia, passando per Manzoni e Verga, per approdare a Pavese e Soldati. Non ha pietà la lista dei 232 istituti, fondazioni ed enti culturali finita nel mirino della Finanziaria, e guarda con indifferenza al patrimonio letterario come a quello dello spettacolo, mettendo ad esempio in discussione il Festival dei due mondi di Spoleto a venti giorni dal via e la Quadriennale. Tanto che in molti, a partire dalla Fondazione Rossini di Pesaro si appellano al presidente Giorgio Napolitano. «Molti degli enti che figurano in quell'elenco - dice Bondi - vanno soppressi, ma alcuni come il Centro sperimentale di cinematografia, la Triennale di Milano, il Vittoriale, non possono in nessun modo essere considerati lussi». E aggiunge: «Avrei voluto decidere insieme: il ministero non doveva essere esautorato. Ora mi metterò al lavoro con i miei collaboratori per capire quali di quegli enti sono eccellenze e quali sono inutili. Ma la scelta va fatta insieme». Parole pesanti ma adeguate alla scure che con questa manovra cade sulla cultura italiana. In molti sono con Bondi anche nella maggioranza, mentre Pd e Idv ne chiedono le dimissioni. Ed ora l'intenzione del ministero sarebbe quella di far azzerare la lista di Tremonti per avere solo il totale del taglio di spesa da distribuire secondo criteri che saranno poi stabiliti. A chiedere le dimissioni di Bondi è anche il professore fiorentino Franco Cardini, medievalista, per il quale il ministro ha fatto il suo dovere a protestare «ma se questa non è una sceneggiata - dice - una protesta seria prevede atti precisi, anche sbattere la porta e venire via dal governo». Per ora nel mirino sembrano cadere gli scrittori. Nel mirino c'è la storica Società dantesca italiana di Firenze, fondata nel 1888 che ebbe tra i suoi fondatori Carducci; ci sono l'Associazione fondo Alberto Moravia, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, E molti altri comitati e fondazioni importanti.